di Daniele Bovi
Una decantazione ferragostana, condita da voci e scenari sotto l’ombrellone. Il giorno dopo il siluramento, da parte del segretario della Lega Virginio Caparvi, dell’assessore leghista Enrico Melasecche, l’obiettivo è proprio quello di far depositare il polverone alzato dall’espulsione. La presidente Donatella Tesei sta ricaricando le batterie sul litorale marchigiano e buona parte degli assessori è in ferie, dopo le quali si proverà a trovare una via d’uscita. Quel che è certo è che, per usare un eufemismo, il blitz agostano di Caparvi alla presidente non è piaciuto, e della questione dopo le ferie bisognerà parlarne direttamente con il leader della Lega Matteo Salvini; la vicenda umbra, infatti, non può non passare fin da subito sui tavoli romani.
IL SILURAMENTO DI MELASECCHE E LA CRISI DI FERRAGOSTO
Vie d’uscita Come uscire dalla crisi? Agli assessori la presidente avrebbe spiegato nelle ultime ore che, in caso la corda venisse troppo tirata, lei sarebbe pronta a dimettersi, mandando tutta la compagnia a casa anzitempo. Tutto sta a capire quanto e in che direzione la corda può essere tirata. L’opzione rimpasto rimane sempre sul tavolo per diversi motivi e presenta diverse possibili soluzioni. Nel caso – improbabile – che Melasecche si dimetta o in caso venisse dimesso con contestuale ritiro delle deleghe, tra i nomi circola sempre quello della leghista Paola Fioroni (così come quello del responsabile provinciale di Terni Nico Nunzi), salita mercoledì a Palazzo Donini dove il capo di gabinetto Federico Ricci è tornato a lavoro. Mossa questa pedina, FdI andrebbe all’attacco chiedendo un posto in giunta probabilmente per la narnese Eleonora Pace, che garantirebbe anche l’equilibrio territoriale e che occuperebbe il posto di Michele Fioroni.
ELEZIONI, A SPOLETO SALTA IL TAVOLO DEI CIVICI
Spaccatura Per diversi motivi, politici e di peso territoriale e imprenditoriale, le caselle del veneto Luca Coletto e di Paola Agabiti sembrano più difficili da mettere in discussione. La giunta può continuare ad andare avanti con due ‘civici’ come Fioroni e Agabiti più la new entry Melasecche mentre il partito di maggioranza è rappresentato solo da Coletto? E come si fa con le pressioni di FdI che reclama spazio? Da oltre un anno anche in casa Lega si mugugna mettendo sul tavolo numeri e pesi elettorali, che non corrispondono agli equilibri trovati in giunta. Di sicuro avere in consiglio regionale un Melasecche col dente avvelenato non fa dormire sonni tranquilli, e qui si arriva allo scontro interno alla lega tra briziarelliani (vedi alla voce Luca Briziarelli) e i caparviani. Consiglieri come Peppucci, Rondini e Melasecche sono col primo, Carissimi viene dato come più baricentrico, Mancini come una repubblica indipendente mentre gli altri stanno col segretario.
I problemi Tanto per dare l’idea della profondità dello scontro, nei mesi passati qualche briziarelliano ha bussato alle porte degli uffici tecnici del consiglio per capire se e come fosse possibile sfiduciare il capogruppo, il caparviano Stefano Pastorelli, nelle prossime settimane impegnato nell’importante test delle elezioni comunali nella sua Assisi. Quanto a Melasecche, la vicenda delle mancate dimissioni da consigliere e quindi del non ingresso in aula della caparviana Manuela Puletti (prima dei non eletti) è solo un pezzo del problema. In casa Lega, dove nessuno ufficialmente apre bocca, si imputano vicende come la gestione del Nodino di Perugia, della raccolta di firme sul nuovo stadio e sull’annessa clinica, i dubbi sul raddoppio della Orte-Falconara e via così. In tutto ciò a metà mandato, cioè nella primavera 2022, la maggioranza sarà chiamata a rinnovare i vertici dell’Ufficio di presidenza e delle commissioni.
Opposizioni Gli unici a parlare in questo momento sono i rappresentanti delle opposizioni. Il portavoce delle minoranze in consiglio regionale, Fabio Paparelli, parla di «ultimo tragico atto che rende ormai evidente il fallimento della giunta», e attacca sulle vaccinazioni e sul «record negativo» relativo ai giovani: «Oltre il 70 per cento della popolazione tra i 12 e 19 anni di età – scrive – non ha ancora ricevuto alcuna dose di vaccino. Quelli diffusi sono dati molto preoccupanti, che sarà dura recuperare in meno di 20 giorni, tenuto conto anche dello stallo generale in cui versa il governo regionale, in virtù della crisi aperta all’interno della maggioranza, in cui, sullo sfondo si stanno misurando a distanza anche Matteo Salvini e Giorgia Meloni». «I fatti, purtroppo – aggiunge – confermano quanto questa destra sia più interessata alla spartizione delle poltrone ad ogni livello, tanto da perdersi nei meandri di faide interne durissime di cui, lo stesso Melasecche, è stato protagonista».
M5S All’attacco va anche la senatrice del M5S Emma Pavanelli: «In un momento cruciale per il paese e per l’Umbria – dice – vicino alla ripresa delle scuole e con la necessità di un piano mobilità serio e con l’arrivo dei primi fondi del Pnrr, Salvini entra in scena e decide di cambiare assessore. Tutto questo nel totale silenzio della governatrice Tesei che, l’unica cosa che fa è elogiare l’assessore veneto alla sanità che, durante la pandemia, ha dimostrato solo di non avere le capacità di gestire l’emergenza».
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