di Ivano Porfiri
La sezione regionale di controllo della Corte dei conti dell’Umbria dichiara «regolare, nelle sue componenti del conto di bilancio e del conto generale del patrimonio, il Rendiconto generale della Regione Umbria per l’esercizio finanziario 2012». La decisione firmata dal presidente della sezione regionale Salvatore Sfrecola è relativa al giudizio di parificazione del Rendiconto generale della Regione Umbria, depositata nel pomeriggio.
Mancano i conti delle partecipate Nella decisione viene però sottolineata «la mancata allegazione dei rendiconti degli enti, aziende, organismi ed istituti dipendenti dalla Regione». Copia della decisione è stata trasmessa ai presidenti della giunta e del consiglio regionale. Alla presidente della giunta viene altresì inviata copia del Rendiconto munito del visto della Corte per la presentazione al consiglio contestualmente al ddl di approvazione del rendiconto stesso.
Le motivazioni «Dai controlli effettuati – scrive la Corte – risultano rispettati i limiti di impegno e pagamento assunti con la legge di bilancio e successivi provvedimenti di variazione, nonché le norme di contabilità stabilite dalla disciplina regionale». Risulta «rispettato il Patto di stabilità». L’indebitamento regionale è «mantenuto nei limiti previsti per legge». Sono, infine, «rispettati i principi dell’equilibrio di bilancio». Si rimandano alla relazione, che verrà depositata successivamente, le osservazioni in merito ad alcune criticità gestionali.
Bracco: «Esame superato» Il rendiconto generale dell’amministrazione della Regione Umbria per l’esercizio finanziario 2012 ha superato l’esame della Corte dei Conti (è stato dunque “parificato”) e potrà essere discusso e approvato dal Consiglio regionale. Lo ha annunciato, intervenendo ai lavori della prima commissione, l’assessore regionale Fabrizio Bracco, spiegando che «la Regione Umbria ha superato l’esame della Corte dei conti regionale, ottenendo la cosiddetta “parificazione”, una procedura di controllo introdotta da recenti norme nazionali». «Seppure con alcune osservazioni che scaturiscono da una diversa lettura di alcune voci del bilancio regionale – ha evidenziato Bracco – la Corte ha preso atto del taglio della spese effettuato nell’ambito delle consulenze, per le relazioni esterne, per la formazione, le missioni e le autovetture. L’Umbria rientra nei parametri del Patto di stabilità e ha i conti della sanità in equilibrio. Capacità di spesa, utilizzo della cassa, rapporto tra residui attivi e passivi sono stati confermati dalla Corte dei Conti”. Il voto sull’atto è stato rinviato alla prossima seduta, accogliendo la richiesta del Pdl di poter valutare a fondo le osservazioni della Corte.
