L'assessore regionale al Bilancio Gianluca Rossi

di Iv. Por.

E’ polemica fra Cgil e Regione. La causa: l’errata lettura dei dati sull’aumento di consulenze e incarichi esterni divulgati dal ministero, che indicano per l’Umbria una crescita del 46% del 2011 rispetto al 2010. Un aumento, come riportato da Umbria24, relativo a tutta la pubblica amministrazione umbra e non all’ente Regione e spiegabile con cause molteplici.

Le parole di Scarpelli La polemica nasce da una nota a firma Vanda Scarpelli, segretario generale Fp-Cgil Umbria, secondo cui «non è un primato da andare orgogliosi quello riguardante il numero delle consulenze attivate nel 2011 dalla Regione Umbria che, secondo i dati pubblicati dai quotidiani nazionali e locali, vede addirittura la nostra regione al primo posto tra le regioni italiane per la percentuale di aumento delle consulenze rispetto al 2010». Per Scarpelli «certo, bisognerà verificare se il dato del 2010 come numero di consulenze era significativo ed importante, ma non si può sfuggire ad un evidenza, e cioè che mentre quasi tutte le regioni hanno ridotto il numero delle consulenze la Regione Umbria l’’ha, invece, aumentate in misura significativa». Il segretario della Fp ne trae spunto per chiedere di «ridurre le consulenze, che in alcuni casi appaiono davvero fantasiose, e magari promuovere opere di stabilizzazione di un precariato significativo che ancora investe la pubblica amministrazione nella nostra regione, a partire da quei lavoratori che assunti con la legge sul terremoto 1997 ancora oggi si trovano in situazione di precarietà, o garantire risorse utili per il mantenimento di servizi sociali».

Grave approssimazione Un granchio bello e buono, come sottolinea l’assessore regionale Gianluca Rossi, che sulle affermazioni della segretaria della Fp-Cgil dice: «mi lasciano quantomeno stupefatto per la grave approssimazione che emerge dalla loro lettura. Una approssimazione, per un rappresentante sindacale che si occupa di funzione pubblica, non certo tollerabile».

Vanda Scarpelli, Cgil

Precari non stabilizzabili «Prescindendo dai contenuti demagogici di simili dichiarazioni – afferma l’assessore – non è possibile consentire che si dicano vere e proprie falsità sulla pelle degli stessi lavoratori che vivono condizioni di precarietà e che vengono altrettanto falsamente spinti a nutrire aspettative che non potranno essere soddisfatte. È la legge che ci vieta espressamente la possibilità di stabilizzare i lavoratori assunti in seguito all’evento sismico del 1997, non di certo spese per consulenze mai attivate. Il resto è, lo ripeto, pura e dannosa demagogia, molto in voga nel nostro Paese verso lavoratori che dal sindacato dovrebbero essere rappresentati e tutelati».

Taglio di due terzi Nel merito, per Rossi c’è un dato «assolutamente ed inconfutabilmente certo: la Regione Umbria ha ridotto alla modestissima cifra di 200 mila euro la spesa per consulenze nell’anno 2011, con una diminuzione pari ai due terzi rispetto al 2010. Inoltre, ha ridotto di ben otto milioni di euro i costi relativi al personale ed al funzionamento dell’ente. Ben oltre, quindi, l’obiettivo fissato dal Governo che chiedeva una riduzione del 20%». «Spiace molto – sottolinea Rossi – dover innanzitutto constatare che il Ministero della Pubblica amministrazione divulghi dati, con classifiche di ‘buoni e cattivi’, assolutamente incompleti e generici, che alimentano ancor più quel clima di sfiducia da parte dei cittadini nei confronti delle pubbliche amministrazioni. In questo caso quelle regionali e locali».

Aumento delle dichiarazioni Per spiegare l’aumento, come già riportato da Umbria24, Rossi ricorda che «la percentuale di amministrazioni pubbliche locali che in Umbria hanno correttamente aderito alla procedura di comunicazione, in via telematica al Ministero, dei dati relativi a consulenze ed incarichi esteri è stata per l’anno 2011 di ben il 110 per cento rispetto all’anno precedente. Segno questo di una totale correttezza ed onestà da parte del complesso delle pubbliche amministrazioni umbre».

Controreplica di Scarpelli In una controreplica, Scarpelli precisa che «il mio comunicato si riferiva alla Regione Umbria nel suo complesso e non all’Ente Regione come l’assessore ha invece interpretato. Conosco bene quale è la situazione delle consulenze all’interno della giunta regionale e conosco altrettanto bene l’impegno assunto e agito dall’attuale giunta per la riduzione delle consulenze all’interno dell’ente, pur tuttavia permanendo alcune criticità, già da tempo evidenziate da questa organizzazione sindacale». Per la sindacalista «resta comunque il dato su cui tutte le pubbliche amministrazioni della nostra regione devono interrogarsi e riflettere e resta anche il nostro impegno di una lettura più capillare del fenomeno».

Lavoro stabile Relativamente poi alla questione precari, per Scarpelli «in attesa che si definiscano le azioni già contenute nell’intesa tra le organizzazioni sindacali, Governo, Regioni, Anci e Upi, va rimesso al centro dell’attenzione di tutte le Pubbliche Amministrazioni, a partire da quella della Regione Umbria, l’obiettivo della garanzia di un lavoro stabile, attivando tutte le azioni necessarie a superare situazioni di precarietà inaccettabili, come ad esempio quella dei lavoratori assunti con la legge sul terremoto».

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