di Iv. Por.
Dottorini: «Il Consiglio regionale dell’Umbria rappresenta un caso unico che vede il presidente e il suo vice indagati per ipotesi di reato abbastanza gravi che sono concussione, nel suo caso, e peculato». Goracci: «Da parte mia posso e solo dire che sono innocente e mi considero vittima di questa vicenda. Ora che lei ha portato a termine la sua annunciata forma comiziale, proseguiamo i lavori». E’ iniziata così la seduta del Consiglio regionale. La schermaglia porta a galla istituzionalmente un attrito interno al centrosinistra sempre più evidente.
La comunicazione Come annunciato venerdì scorso, Dottorini ha chiesto a Goracci che in assenza del presidente Eros Brega presiede i lavori dell’Aula, di fare una comunicazione sulla vicenda giudiziaria relativa alla informazione di garanzia notificatagli dalla Magistratura di Perugia il 3 novembre, per vicende relative al suo precedente mandato di sindaco di Gubbio.
Fuori ordine del giorno A Dottorini che sollecitava «una comunicazione all’Aula del tipo di quella fatta a suo tempo dal presidente Brega per una vicenda analoga», Goracci ha risposto: «L’argomento non è all’ordine del giorno; non ci saranno comunicazioni del presidente. Ma lei ha tutti gli strumenti e le sedi in cui intervenire. Da parte mia posso e solo dire che sono innocente e mi considero vittima di questa vicenda. Ora che lei ha portato a termine la sua annunciata forma comiziale, proseguiamo i lavori».
Questione di decoro Nel chiedere un pronunciamento in aula del vicepresidente, Dottorini ha insistito sulla opportunità di informare l’Aula sul come lo stesso Goracci intende garantire all’Assemblea legislativa «decoro, funzionalità e credibilità, se non altro per non dover leggere gli sviluppi della vicenda giudiziaria dai giornali. Le ricordo – ha concluso Dottorini – che il Consiglio regionale dell’Umbria rappresenta un caso unico che vede il presidente e il suo vice indagati per ipotesi di reato abbastanza gravi che sono concussione, nel suo caso, e peculato».
Cirignoni: «Tutto un teatrino» Immediata la stoccata del leghista Cirignoni. «Il teatrino inscenato questa mattina nell’Aula consiliare di Palazzo Cesaroni tra il capogruppo dell’Idv, Oliviero Dottorini, ed il vicepresidente del Consiglio regionale, Orfeo Goracci, in merito alle ben note vicende giudiziarie che coinvolgono quest’ultimo, ha segnato il culmine dell’ipocrisia con cui questa maggioranza, indagata su più fronti, governa la nostra regione». «La discussione fatta – secondo Cirignoni – ad uso e consumo dei mass media, che ha visto Goracci ‘vittima’ e Dottorini ‘carnefice’, non deve trarre in inganno gli umbri: Rifondazione comunista e Italia dei Valori sono entrambe solide stampelle di un sistema clientelare che da decenni si è impadronito dell’amministrazione regionale e della nostra democrazia. Auspichiamo – conclude il capogruppo della Lega – che Goracci e Brega facciano un passo indietro rispetto alle cariche istituzionali che ricoprono in seno all’Ufficio di presidenza del Consiglio regionale mentre, a nostro avviso, l’Italia dei valori per coerenza farebbe bene a lasciare questa maggioranza».

