di Daniele Bovi
Gli adeguamenti Istat a favore dei consiglieri regionali e dei membri della giunta, che in questi giorni hanno scatenato molte polemiche, non saranno applicati. A spiegarlo è l’Ufficio di presidenza di palazzo Cesaroni in una nota che arriva dopo una lunga riunione della Conferenza dei capigruppo che si è tenuta lunedì mattina. Poche righe in cui si dice che nell’ambito di una rideterminazione delle indennità dei consiglieri, «senza aumenti di spesa», è stata decisa la «non applicazione degli adeguamenti Istat previsti dalla legislazione vigente».
Rimodulazione «L’atto – è detto ancora – sarà rivisitato attraverso una rimodulazione complessiva delle varie voci. La risultante di queste decisioni sarà l’invarianza di spesa del costo complessivo degli amministratori regionali». Nelle prossime ore da qui a mercoledì, quando si terrà un nuovo ufficio di presidenza, i capigruppo saranno impegnati in una rivisitazione che, fermo restando il no all’adeguamento Istat, riguarderà tutte le altre voci che compongono l’indennità. Spostamenti all’interno dei singoli capitoli che avranno come caposaldo, giurano da palazzo Cesaroni, l’invarianza complessiva della cifra che serve per pagare gli stipendi dei consiglieri.
Una via d’uscita Nel corso della riunione (oltre alla sottolineatura che in tre anni i costi di palazzo Cesaroni sono stati tagliati di 3 milioni) non è mancato neanche un certo nervosismo verso chi il caso lo ha sollevato scatenando quello che viene definito «un pandemonio mediatico», e pure verso la presidente Catiuscia Marini che aveva pubblicamente spiegato, a nome suo e della giunta, che non avrebbe voluto usufruire del ritocco. La soluzione trovata lunedì mattina è una via d’uscita, cercata per lunghe ore allo scopo di mettere tutti d’accordo senza chiedere sconfessioni o un ritiro dell’atto. Atto del quale peraltro viene ribadita l’assoluta legittimità sul piano formale.
Mantovani: Ncd contrario In mattinata nel corso di una conferenza stampa del Nuovo centrodestra, il capogruppo Massimo Mantovani ha preso posizione sulla vicenda spiegando di aver «saputo tutto a cose fatte, di sicuro avremmo preferito che se ne fosse parlato prima. L’atto è formalmente in regola ma in questo momento è politicamente inopportuno e auspichiamo che non abbia efficacia. La politica deve dare l’esempio».
Twitter @DanieleBovi
