L'aula del consiglio regionale (foto F.Troccoli)
L’aula ha dato il via libera alla variazione di bilancio (foto F.Troccoli)
L’aula ha dato il via libera alla variazione di bilancio (foto F.Troccoli)

Il consiglio regionale dà il via libera alla variazione di bilancio, alla legge «taglia-leggi» e trova 150 mila euro per gli esercizi commerciali danneggiati dalla recente alluvione. Nella seduta di martedì pomeriggio infatti l’aula di palazzo Cesaroni con i 19 voti favorevoli della maggioranza e i dieci contrari dell’opposizione ha approvato il ddl della giunta che prevede lo stanziamento di 5 milioni e 75 mila euro in vista dell’aumento di capitale di Umbria Mobilità, la presa d’atto di un ulteriore taglio da 21 milioni di euro alle risorse per la sanità a causa della spending review, lo stanziamento di 200 mila euro per l’emergenza alluvione e di 473 mila euro per la rete informatica regionale «Community network» e per i servizi di connettività, la riduzione del 10 per cento del fondo per il sostegno agli affitti per l’anno 2012 (da 2 a 1,8milioni), l’aumento di 30 mila euro degli interventi per il diritto allo studio, la riduzione dei costi per interessi di ammortamento dei mutui (circa 450mila euro) e degli oneri per gli apprendisti artigiani (3milioni di euro).

Gli emendamenti In seguito agli emendamenti della Giunta, approvati dalla Prima Commissione, sono previsti anche la rimodulazione dei fondi per l’Istituto zooprofilattico (in base ai tagli dei trasferimenti nazionali relativi al capitolo sanità) e uno stanziamento in favore delle associazioni provinciali degli allevatori (100 mila euro per i controlli sulle razze animali). Inoltre, come accennato in apertura, con un emendamento proposto dall’assessore al commercio Fabrizio Bracco, approvato con 27 sì e 2 astenuti (Monacelli e Cirignoni) vengono individuate risorse pari a 150mila euro per far fronte alle prime esigenze di quegli esercizi commerciali danneggiati dalla recente alluvione.

Il caso UM La gran parte del dibattito in aula è ruotata intorno al caso Umbria Mobilità e specialmente intorno ai compensi della ormai dirigenza: «Verrebbero stipendiati per 243 giorni due dirigenti per lo stesso incarico – ha detto in aula Paolo Brutti, Idv -, uno che arriva (il dirigente regionale e neopresidente Lucio Caporizzi, ndr) e l’altro che parte. Le loro retribuzioni non sarebbero dell’ordine dei 100-150 mila euro, ma tre, quattro volte di più». «Il nuovo presidente della società in Commissione ha sottolineato che i compensi del Consiglio di amministrazione verranno ridotti – ha spiegato Lignani Marchesani, Pdl -, ma è anche vero che parliamo di soggetti che sono già profumatamente pagati dalla Regione in quanto dirigenti regionali. La ratio della norma per cui si mettono dei dirigenti pubblici all’interno delle partecipate è proprio quello di risparmiare e di non dare ulteriori stipendi». Quindi, visti i casi Umbria Mobilità e le risorse per l’alluvione, giudicate troppo esigue, il centrodestra ha deciso di votare contro.

Ok al taglia-leggi All’unanimità invece l’aula di palazzo Cesaroni ha dato l’ok alla proposta sulla semplificazione legislativa, presentata da Barberini, Monacelli, Cirignoni, Goracci, Valentino, Dottorini, con la quale si eliminano 74 leggi e nove regolamenti: «Con l’approvazione di questa legge – ha spiegato il presidente del Comitato, Luca Barberini -, frutto di una attenta ricognizione tecnica sulla inefficacia e inapplicabilità delle leggi da abrogare, il corpus legislativo della Regione Umbria sarà ridotto a 897 leggi e 125 regolamenti». Dei 74 testi normativi proposti oggi per l’abrogazione, 12 riguardano il personale e gli organi regionali; 11 l’istruzione e formazione; 10 l’ordinamento contabile, finanze e tributi; 9 l’agricoltura; 7 la sanità; 3 ciascuno, politiche sociali – artigianato e industria; 4 ciascuno, enti, comitati aziende e istituti regionali – assetto del territorio; 3 rispettivamente per ambiente – caccia e pesca – turismo; 1 ciascuno, sport – assetto istituzionale.

Ricevuti i precari del terremoto ’97 Nel corso del pomeriggio inoltre a palazzo Cesaroni è stata ricevuta una delegazione dei pecari del terremoto 1997, da giorni in lotta davanti al Consiglio per l’assunzione definitiva nei comuni per i quali hanno prestato servizio dopo l’evento sismico. Il presidente del Consiglio Brega e i componenti dell’Ufficio di presidenza hanno assicurato l’impegno di proporre un documento da sottoporre al governo nazionale, unica istituzione che può sbloccare il divieto di assunzione, chiarendo che comunque è bene non farsi eccessive illusioni sull’esito del percorso indicato.

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