di Daniele Bovi
Dante Andrea Rossi è stato rieletto segretario al termine di una delle giornate più brutte per il Pd di Perugia, con una larga fetta del partito che decide di disertare l’assemblea: 152 i delegati presenti su 246 aventi diritto, 140 voti per Rossi, sette per Marinelli, due bianche, tre nulle, parole grosse e ferite profondissime da suturare. Il congresso si era insediato regolarmente alle 9, con 126 delegati su 246: assenti praticamente tutti quelli che si riconoscono nella candidatura di Valerio Marinelli. E infatti dal palco gli interventi sono solo tre, quelli di Dante Andrea Rossi, Antonello Chianella e Mario Bocerani. Poi, la comunicazione che terremota la domenica mattina.
Assemblea da rifare «L’assemblea per eleggere il segretario provinciale del Pd di Perugia è da rifare». La notizia piomba quando, domenica a mezzogiorno, al Park Hotel di Ponte San Giovanni la tensione già si taglia col coltello e il voto è in corso. La motivazione dell’annullamento sta nell’accoglimento del ricorso fatto sabato da Valerio Marinelli, che ha sollevato dubbi circa la ripartizione dei delegati. «La Commissione nazionale per il congresso – spiega in una nota il responsabile organizzazione del Pd Davide Zoggia – ha accolto la richiesta/ricorso del candidato Marinelli di spostare l’assemblea congressuale fissata per il 10 novembre. L’assemblea dovrà quindi tenersi non oggi bensì entro e non oltre giovedì 14 novembre». Una lettera spedita alla presidente della Commissione provinciale per il congresso Cecilia Mazzoni. Il problema è che in tantissimi, quasi tutti quelli presenti nell’albergo, non ritengono valida la comunicazione e tirano dritto. «A breve – dice Dante Andrea Rossi a Umbria24 – verrà chiarito tutto. Gli altri membri della Commissione nazionale non hanno deciso nulla».
Madeo: tutto regolare E a testimonianza che lo scontro è perfino all’interno della Commissione nazionale, arrivano le dichiarazioni di un altro membro dell’organismo come Luigi Madeo, di area Popolare: «La commissione nazionale per il congresso Pd in merito alla richiesta di deroga sullo svolgimento dell’assemblea provinciale di Perugia ha deliberato che la stessa debba svolgersi entro e non oltre giovedì 14 novembre p.v. Pertanto la data odierna scelta dal partito locale è assolutamente coerente con tale indicazioni. Chi vuole fare confusione sull’argomento abdica al ruolo di terzietà della commissione».
Tensione altissima Nella hall dell’albergo perugino i vari capannelli commentano, addossano responsabilità, ragionano su numeri. Il tutto dando l’immagine di una frattura profondissima. «I Giovani turchi hanno perso e non accettano la sconfitta, il 62% non sta con loro». Altri ribaltano il ragionamento e fanno notare che il segretario uscente non è stato votato dal 62%. La tensione è alta e diventa altissima quando piomba la comunicazione di Zoggia che Mazzoni spiega di non avere: «Controllo continuamente la mail – dice – ma non ho nulla». Si compulsano le poche righe vergate da Zoggia e una volta lette Piero Mignini, che con Gianpiero Bocci appoggia Rossi, diventa una furia: «Noi – dice – portiamo a termine il congresso. Il mio compito nei prossimi mesi sarà prendere a calci nel sedere questi cialtroni».
Il servizio completo nel corso della serata
