Si sono chiamati «Tempesta di idee per un congresso che riapra i cantieri del Pd» il «gruppo di fondatori» del partito che ha vergato un documento di 19 pagine «per esprimere un parere “di base” sulla crisi che il partito sta attraversando». Dalla nascita del partito fino alle elezioni di febbraio passando per la storia del Pd e i congressi, in vista del prossimo il gruppo (i sottoscrittori sono Gianni Barro, Francesco Berrettini, Sarah Bistocchi, Tommaso Bori, Renzo Campanella, Daniele Chiappini, Fausto Grignani, Gianfranco Pannacci, Mauro Pispola, Maria Pia Serlupini e Francesco Zuccherini) formula una serie di proposte per un «partito di base fatto di iscritti e non iscritti». Un pacchetto di idee che riguarda poi i circoli, la «società delle competenze» e «le nuove generazioni».
Entro l’anno Un congresso da tenere entro l’anno perché «lo spostamento al 2014 – scrivono – significherebbe incorrere in un aggiornamento che incrocerebbe due appuntamenti importanti quali le elezioni europee e quelle per le amministrazioni locali, con il rischio quasi certo di saltare alla seconda metà dell’anno. Significherebbe continuare a vivacchiare con decisioni alla giornata, come si sta facendo – a prescindere dal merito – da quando nel novembre 2011 fu decisa una svolta fondamentale quale l’appoggio al governo Monti senza chiedere al partito una convalida neppure a posteriori». Senza cercare «divisioni al limite delle scissioni», il gruppo chiede perciò di convocare il congresso «senza ulteriori ritardi», di fissare regole che consentano «la partecipazione di iscritti e non iscritti», che «si stimolino i circoli a promuovere un contributo forte da parte dei giovani» e, infine, che le assise diano luogo «a un rinnovamento del partito che premi i meriti dimostrati e non le appartenenze correntizie».
