di Daniele Bovi
«Sono sorpresa che si siano sorpresi. La nostra è una scelta coerente con il nostro percorso politico e la nostra storia. Io rispetto le loro e avrei apprezzato un po’ più di comprensione per quelle di tutti». A parlare è la senatrice pd Valeria Cardinali che lunedì, nella sede del partito di piazza della Repubblica, ha presentato insieme a Michelangelo Grilli dei Giovani democratici il coordinamento regionale che sosterrà la candidatura di Andrea Orlando, atteso giovedì sera alle 21 alla sala dei Notari per parlare del suo progetto politico. Sollecitata dai giornalisti sulla scelta di sostenere Matteo Renzi fatta dalla presidente Catiuscia Marini e dal deputato Giampiero Giulietti, due pezzi da 90 di quei Giovani turchi che in buona parte in Umbria, invece, si sono schierati con Orlando, la senatrice usa parole che fanno pensare a una spaccatura che ha lasciato il segno. «I perché della scelta vanno chiesti a loro. Catiuscia – dice – avrà i suoi motivi istituzionali, personali e politici. Però mi chiedo: in questa occasione dobbiamo scegliere il segretario del partito o il presidente della Regione?».
LA SINISTRA DEM CON ORLANDO: I SOSTENITORI
I nomi Quel che è certo è che «io non sono contro la presidente o contro Giulietti. Come ovvio il sostegno alle istituzioni è invariato». Quanto al coordinamento, al vertice c’è la senatrice, mentre dell’organizzazione nel Ternano se ne occuperà Carlo Emanuele Trappolino e nel Perugino Alfio Todini e Francesco Giacopetti. La cabina di regia in Umbria è composta da una decina di persone, tra le quali ci sono Wladimiro Boccali, Gianluca Rossi, Grilli, Antonello Chianella per l’area di Cesare Damiano, Rita Zampolini, Stefano Fancelli per «Umbria a sinistra», Claudia Bastianelli, Gionata Moscoloni e il sindaco di Terni Leopoldo Di Girolamo. Oltre ai già citati lunedì erano presenti anche il primo cittadino di Foligno Nando Mismetti e Fabrizio Bracco; in sala, invitato, anche il segretario regionale Giacomo Leonelli: «Anche se abbiamo visioni diverse – ha detto – siamo della stessa squadra e dal giorno dopo le primarie dovremo lavorare tutti insieme come un sol uomo».
CON IL MINISTRO ANCHE L’AREA DI DAMIANO
LA POSIZIONE DI BOCCALI: «RICOSTRUIRE IL PARTITO»
Possiamo vincere Nel frattempo però ognuno per la sua strada. «Quella di Andrea – sostiene Cardinali – è una candidatura per amore del Pd, non di testimonianza e non contro nessuno; vogliamo vincere e ce la possiamo fare». Tra le parole d’ordine il «bisogno di collegialità che c’è nel partito, dove bisogna essere leali con il governo, non fedeli a un capo». Le bacchettate a Renzi, dentro la cui maggioranza i cosiddetti turchi sono rimasti in modo compatto fino a poco tempo fa, non mancano: «Il 4 dicembre – spiega Cardinali – è stato uno spartiacque, una sconfitta netta con tanti giovani che hanno votato No così come le periferie. Temi non raccolti a sufficienza. Bisogna correggere gli errori e ripartire dalle cose buone fatte dal governo Renzi, che non sono però state comunicate bene a sufficienza. In più non si è saputo portare avanti percorsi di ascolto e partecipazione e soprattutto non si è stati in grado di correggere gli errori». Tra i temi Cardinali indica quelli della disuguaglianza, della povertà, del merito, dell’innovazione e, per quanto riguarda la vita del partito, la separazione della figura del segretario da quella del candidato premier «perché il Pd ha bisogno di cura, tempo e attenzione».
Plurali «L’obiettivo – ha detto ancora – è essere aperti, plurali, capillari ma non ingessati: il lavoro da fare è tanto». Un centinaio, secondo i conti fatti da Cardinali, i parlamentari che sostengono la corsa del ministro, considerato la persona giusta per dare vita a un Pd «plurale, progressista, perno di un centrosinistra vero, europeista, riformista, unito». Ovviamente la senatrice perugina parla anche della scissione: «Le responsabilità – osserva – non sono mai soltanto da una sola parte. Mi dispiace per quello che è successo e per chi se ne è andato. Per quanto ci riguarda, dobbiamo tenere quel mondo di sinistra dentro il partito e lavorare per costruire un centrosinistra vero». Elemento, quest’ultimo, che vede Renzi e Orlando su posizioni opposte: il primo non pensa ad alleanze a sinistra ma, secondo indiscrezioni, pensa a far entrare in lista personaggi come Laura Boldrini e Giuliano Pisapia; il secondo, invece, non alza muri a sinistra. «Bisogna ragionare – ha detto Fancelli sul punto – sull’unità del centrosinistra. Non ci serve un maquillage ma un cambio di rotta».
Twitter @DanieleBovi
