L'aula del consiglio regionale (foto F.Troccoli)

La ‘Commissione d’inchiesta regionale sui rifiuti’ e, dunque, sul caso Gesenu può essere istituita se a richiederla sono i due terzi del Consiglio regionale perché l’oggetto dell’indagine, così come definito dai proponenti, può essere ricompreso nelle materie di interesse regionale. Dopo lo scontro vissuto durante l’ultima seduta dell’Assemblea, con il muro contro muro tra il centrodestra e il centrosinistra affiancato dalla presidente Catiuscia Marini, a mettere un primo punto sono i tecnici dell’Ufficio legislativo regionale: nulla osta all’istituzione pur nei limiti di azione stabiliti per Commissioni d’inchiesta regionali (che – va precisato – sono ben diversi da quelli, molto più ampi e specifici, previsti dalla Costituzione per le Commissioni d’inchiesta parlamentari). Il problema era nato sugli specifici punti da trattare che, per maggioranza e presidente, non possono sovrapporsi con i temi oggetto di indagini portate avanti da magistratura e prefettura.

TUTTO SU INCHIESTA GESENU

In Aula il 1 dicembre A illustrare la decisione la presidente dell’Assemblea, Donatella Porzi, chiarendo che l’atto sarà posto all’ordine del giorno della seduta di martedì 1 dicembre e che «pur nelle differenziazioni attinenti procedure e modalità, nessuna forza politica ha mai posto in discussione l’opportunità». «L’Aula nella delibera che dovrà adottare – spiega Porzi – indicherà l’oggetto proposto dai consiglieri firmatari della richiesta, la durata dei lavori e la composizione dei membri. Avevo auspicato – aggiunge Porzi – che nel corso della riunione odierna tutti i gruppi politici potessero trovare una sintesi unitaria sul complesso dei punti oggetto del lavoro futuro della Commissione. Ciò non si è verificato». Nonostante ciò, Porzi auspica che il 1 dicembre «dimostreremo tutti il forte senso di responsabilità politica e istituzionale che anima l’intera Assemblea legislativa dell’Umbria nell’affrontare tematiche di così grande rilievo».

Lega all’attacco Ma il clima sembra tutt’altro che tendere al sereno. Per i consiglieri regionali della Lega Nord Emanuele Fiorini e Valerio Mancini«l’Ufficio legislativo regionale, tanto invocato dal duo Marini-Leonelli per salvare la faccia al Partito democratico, ha spazzato via le insussistenti motivazioni che la stessa maggioranza aveva prepotentemente esibito in Aula. Per cui «la maggioranza non ha più scuse. Il documento sventa il tentativo di insabbiamento messo in atto dal Pd, che cerca in tutti i modi di spostare l’attenzione dalla fallimentare gestione del sistema rifiuti in Umbria, certificato dai numerosi filoni di inchiesta emersi prepotentemente nell’ultimo periodo». «Il documento – aggiungono Fiorini e Mancini – certifica che l’Assemblea legislativa può modificare l’oggetto solo con il consenso di tutti i proponenti. Messa a tacere anche la presidente Marini, che si preoccupava della sovrapposizione di competenze della Commissione regionale di inchiesta con i poteri della magistratura o del prefetto».

Leonelli: «Ok ma separare rifiuti e mafia» Per tutta risposta, il capogruppo Pd, Leonelli, spiega che «il Partito democratico è favorevole alla sua istituzione, purché non interferisca con i poteri della magistratura, e ha dimostrato tutta la sua buona volontà, avendone voluto anticipare la trattazione nell’ordine dei lavori della scorsa seduta dell’Assemblea legislativa. Oggi, per di più, abbiamo avuto conferma della bontà della nostra decisione di chiedere chiarimenti sulla eventuale emendabilità del suo oggetto istitutivo e delle premesse che l’opposizione poneva a base della sua istituzione. Perché l’ufficio giuridico-legislativo della Regione ha dato il suo parere negativo in tal senso, chiarendo definitivamente che oggetto e premesse non sono emendabili». Tutto risolto, quindi? Niente affatto. «Quell’oggetto e quelle premesse – sottolinea infatti Leonelli – non ci convincevano e non ci convincono neanche oggi, in quanto, di fatto, ‘criminalizzano’ l’intero sistema della gestione dei rifiuti in Umbria. A questo punto – fa sapere – faremo una nostra proposta alternativa su di essi, puntando a trovare una convergenza anche con le forze di opposizione, al fine di giungere ad una proposta quanto più unitaria possibile. Appena terminati i lavori della Commissione sui rifiuti, attiveremo subito quella sulle infiltrazioni mafiose, perché sia ancora più chiaro che i fenomeni criminali trovano nel Partito democratico uno strenuo difensore della legalità. Per ribadire poi il fatto che da parte nostra non c’è alcuna volontà di insabbiare l’atto e neanche di tergiversare – conclude Leonelli – oggi ho anche avanzato la richiesta che queste due settimane, che qualcuno cercherà sicuramente di far passare come una ‘perdita di tempo’, vengano recuperate, dando alla Commissione stessa due settimane di tempo in più per lavorare».

M5s: «Istituirla subito» «Il Movimento 5 stelle, unitamente a non pochi consiglieri di opposizione, ritiene che, a questo punto, l’Assemblea legislativa non debba, né possa deliberare alcunché in merito alla Commissione d’inchiesta relativa alla gestione dei rifiuti in Umbria». Lo scrive il capogruppo regionale pentastellato, Andrea Liberati esprimendo «sdegno per gli ostacoli frapposti anzitutto dalla Giunta regionale, a partire da quanto accaduto la scorsa settimana in Aula, con ricadute che hanno pesantemente contaminato la tumultuosa Conferenza dei capigruppo odierna. Si è persa qualsiasi tensione morale». Per Liberati «la Commissione va dunque prontamente istituita, senza ulteriori indugi, a meno che qualcuno non intenda fare melina su questo delicatissimo tema». Il capogruppo del M5s, rivolgendosi alla presidente Marini chiede poi come si possa pensare di «comprimere i diritti delle opposizioni nel modo pretestuoso adottato, richiedendo pareri legali sui contenuti della nostra richiesta di Commissione, quando – sottolinea – la lettera della norma e lo spirito della legge sono viceversa chiarissimi, a vantaggio di tutti, nel rispetto dei poteri ispettivi assegnati a ogni consigliere regionale».

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.