Francesco Polidori, fondatore di Cepu

Denuncia di essersi visto coperti o strappati decine di manifesti elettorali il candidato a sindaco di Città di Castello Francesco Polidori, il patron del gruppo Cepu. Il comitato elettorale di Polidori ha reso noto di avere presentato una denuncia ai carabinieri.

Cosa è successo «In gran parte del territorio comunale – ha riferito l’ufficio stampa – i manifesti del candidato (sostenuto da Fdu-Federalismo democratico umbro e dalle liste Noi donne, E-democracy e nuova Forza Italia) sono stati danneggiati. E’ successo probabilmente nella tarda serata di ieri ed oggi, nel giorno del voto, noi non abbiamo alcuna visibilità. Inoltre la legge ci impedisce di rimettere negli spazi di nostra competenza nuovi manifesti». «Ad essere coperti – spiega la nota – sono stati gran parte dei manifesti che erano affissi nella zona Sud del territorio comunale dove sono stati coperti da fogli bianchi, di quelli generalmente usati dal Comune per coprire manifesti abusivi, e che in alcuni casi recano anche un timbro di vidimazione analogo a quello del Comune». Nel centro della città, alcuni cartelloni sarebbero stati coperti da quelli di altri candidati. Manifesti strappati o coperti da fogli bianchi anche nelle frazioni della zona Nord.

Annullare le elezioni Il comitato elettorale ed i capolista di Federalismo democratico umbro, e-democracy, Noi Donne e Nuova Forza Italia, hanno annunciato che «si riservano di chiedere alle autorità competenti l’annullamento e/o la sospensione delle elezioni in corso nel comune di Città di Castello». Lo stesso comitato ha inoltre reso noto di avere «dato mandato ad un noto studio legale della Capitale di espletare tutte le azioni necessarie a tutela dei propri diritti».

I timbri sospetti In merito ai timbri che comparirebbero in alcuni dei fogli bianchi con i quali sono stati ricoperti i manifesti elettorali di Polidori, che «sembrano essere quelli del Comune di Città di Castello, nonostante che i nostri manifesti fossero regolarmente affissi negli spazi assegnati», il comitato ha spiegato, in una nota, di avere chiesto spiegazioni agli uffici comunali competenti. «Gli stessi interessati – è detto nella nota – ci hanno comunicato di non essere al corrente di azioni da loro coordinate nei confronti delle nostre affissioni». Il comitato chiede quindi «anche una accurata verifica dei timbri di tutte le schede elettorali usate nella corrente tornata elettorale».

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