di Marta Rosati

«Pinocchio e mistificatore, il sindaco delle facili promesse disattese». Così i gruppi di minoranza in consiglio comunale a palazzo dei Priori definiscono il primo cittadino narnese Francesco De Rebotti. La palpabile delusione di Sergio Bruschini (Forza Italia), Gianni Daniele (Tutti per Narni) e Luciano Novelli (Sinistra per Narni), per la chiusura del punto nascite dell’ospedale, sfocia in amarezza in considerazione della conseguente perdita del servizio e si tinge di ira quando gli stessi si sentono presi in giro: «Le prime avvisaglie sul recente epilogo risalgono al 2010, il sindaco ha sempre smentito accusando anche la stampa».

Punto nascite Nervi tesi, rivendicazioni e ‘lancio del sasso’. Potrebbero essere riassunti così i contenuti della conferenza stampa che si è tenuta giovedì mattina nella sala consiliare del Comune, nella città dell’Anello. Bruschini, Daniele e Novelli, infatti, oltre ad accusare il sindaco di non aver evitato la chiusura del punto nascite, aver minimizzato fino a negare il rischio della conclusione e non aver tenuto conto delle volontà espresse dall’intero consiglio comunale, hanno qualcosa da ridire anche ai 5 stelle, alla presidente della Regione e pure alle organizzazioni sindacali.

Attacco a M5s e Marini «Fa sorridere – commenta Gianni Daniele – l’atto scenografico di picchetti e sit-in da parte di altre forze politiche, quando il danno ormai è fatto. Narni – aggiunge – non meritava questo colpo. Non doveva essere toccato un Centro d’eccellenza da bollino rosa, fiore all’occhiello del nosocomio ed è gravissimo che lo stesso ospedale perda anche il reparto di neonatologia, un’area geografica con un importante bacino d’utenza resterà così senza un polo pediatrico e la governatrice dell’Umbria Catiuscia Marini, da noi più volte sollecitata, non mai fornito risposte, però – chiosa – guarda caso, molti altri punti nascite dislocati nel perugino e, secondo dati in nostro possesso, talvolta anche con numero di partorienti inferiore a quello di Narni, manterranno l’attività, ad esempio Spoleto, Todi e Pantalla».

Sergio Bruschini È un Pinocchio a spiccare sulle diapositive proposte e illustrate dal capogruppo di Forza Italia Bruschini: «Il noto personaggio creato da Collodi – spiega – sta a simboleggiare il sindaco De Rebotti». E intanto sulla parete scorrono delle slide con dichiarazioni del primo cittadino risalenti al 2012 tipo ‘Nessuna chiusura del punto nascite, i giornalisti stanno montando un caso che non c’è’. «Eppure – commenta Bruschini – ecco che fine ha fatto e il sindaco ha negato sempre anche di fronte alla delibera dell’Ausl 2, complice il direttore dell’azienda sanitaria Fratini che a gennaio scorso ha nominato il nuovo primario Riccardo Morelli, allungando i tempi dell’illusione che l’attività ospedaliera da bollino rosa potesse ancora proseguire ma Morelli era un pensionando – spiega – e all’indomani delle elezioni regionali si è dimesso».

Nuovo nosocomio Quando al centro c’è il tema sanità impossibile non trattare il tema del nuovo ospedale Narni-Amelia e allora Bruschini, nelle sue diapositive, inserisce anche articoli che riguardano la promessa struttura: ‘Accordo di programma’ (era il 2004), ‘Primo mattone nel 2009’ si legge, poi ancora ‘C’è l’impegno dei Comuni, della Provincia di Terni e della Regione’. «Posto che non si conosce ancora se e quando sorgerà – dice Bruschini – barattare il punto nascite con l’ennesimo progetto di ospedale è demagogia. Contro la chiusura c’era stata anche una presa di posizione da parte del Pd; ora i democratici facciano ricorso al Tar come è avvenuto per gli uffici postali. E sia almeno attivato un servizio di pediatria ambulatoriale e specialistica al distretto Ausl di Narni Scalo».

Luciano Novelli Sulla stessa lunghezza d’onda l’esponente di Sinistra per Narni Novelli che sottolinea altri due aspetti connessi sia alla chiusura dell’assistenza sanitaria per le partorienti che all’ospedale Narni-Amelia: «De Rebotti – racconta – dichiarò che quello narnese era il quinto punto nascite della regione in termini di qualità e non mi risulta fosse interdetto allora – dice sarcastico – come è possibile che ha lasciato che la città perdesse un fiore all’occhiello; il tutto – dice con una certa amarezza – è avvenuto nell’assordante silenzio delle organizzazioni sindacali e quello che deve far riflettere e che, con il servizio, se ne vanno anche i professionisti di alto profilo che vi erano addetti. Qualora sorgesse in nuovo ospedale, che tra l’altro – puntualizza – sembra una clinica privata viste le risorse che perverranno per la realizzazione, quei medici sarebbero disposti a tornare a lavorare sul territorio? Difficile – risponde – si pone anche un problema di fiducia nei confronti delle istituzioni coinvolte».

Lega Nord Anche il partito del Carroccio si inserisce ne dibattito con una nota: «Tutto falso. Tante bugie, silenzio, minimizzazioni e rimandi e tutto solo per arrivare alla chiusura del reparto. Ecco cosa rimane oggi: una mozione della Lega presentata da mesi e mai discussa, mai presa in considerazione da parte della maggioranza (magari qualcosa poteva essere fatto); rimane l’ennesimo servizio sanitario negato alla cittadinanza, rimane l’atteggiamento arrendevole, il colpevole e silenzioso consenso da parte della giunta Marini e del sindaco De Rebotti, come se il Partito democratico – chiosa Emanuele Fiorini capogruppo Lega Nord in Regione – avesse già deciso da tempo la fine annunciata. Quello che rimane oggi – conclude – è l’ipotesi di una chiusura totale dell’intera struttura, una fine da evitare a tutti i costi e che la Lega contrasterà con tutte le sue forze».

Twitter @martarosati28

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