Una foto con la scritta “Le tre Marie” che ritrae Catiuscia Marini, l’assessore regionale Fernanda Cecchini e la presidente dell’Assemblea regionale Donatella Porzi sul gruppo Facebook ‘Catiuscia detto fatto’ che si autodefinisce «gruppo di osservazione semiseria del lavoro della presidenta nostra». È la goccia che fa traboccare il vaso per la presidente della Regione Umbria. Sia per il tono in sé, definito «irridente», sia perché a postarla non è un cittadino qualunque, ma Francesco Bastianelli, membro dello staff della giunta Romizi al Comune di Perugia.
Leoncino del web Marini lo definisce, in un post, il «manganellatore perugino del web». «Ho ritenuto per anni – dice la presidente – di non prendere sul serio questo signore che si comporta con me da stalker del web, e non solo, e che anima un profilo Fb usando la mia foto che mi identifica e la dicitura ‘Catiuscia detto fatto’. Ho sempre ritenuto che fosse uno di quei lenocini da tastiere che colmano le loro frustrazioni sul web… mi sono detta meglio che reprima le insofferenze sul web che per strada. Il bersaglio sono io ma anche talvolta le colleghe Cecchini e Porzi. Sia ben chiaro la mia lunga esperienza politica mi ha insegnato a rispettare e tollerare critiche, ingiurie politiche, polemiche, aggressioni verbali e credo che una democrazia sia forte solo quando il dibattito pubblico si anima di libertà di pensiero, di critica, di parola e di voto. Tuttavia questo signore ha deciso di denigrarmi sistematicamente e con me, oggi ad esempio anche le colleghe Fernanda e Donatella, essenzialmente sul piano fisico, dell’immagine, delle nostre persone… ci denigra come donne irridendoci perché siamo donne e non lo farebbe mai se fossimo state degli uomini. Il signore in questione mostra ovviamente meno sapienza ed intelligenza della sottoscritta, si perché sovente le donne hanno qualità intellettive ed altrettanto sovente capita che un uomo magari non le abbia».
Contratto in Comune «Ad un certo punto – prosegue Marini – dopo 3/4 anni di questo stalkeraggio scopro che questo signore ha un regolare contratto di staff con la Giunta comunale di Perugia ed allora mi domando: ma ce lo vedete uno dei miei collaboratori della Presidente della Regione denigrare quotidianamente il Sindaco di un Comune dell’Umbria solo per il fatto di essere espressione di un’altra coalizione politica. Intervengo perché la denigrazione di questo signore è sessista e non politica. Questa mattina definisce la Presidente della Regione, dell’Assemblea Legislativa e l’Assessore regionale le tre Marie con tanto di foto denigrante ….ma ci avrebbe voluto dire le tre Grazie ma visto che siamo brutte le pareva troppo!!!».
Fogna senza autorità Ma la presidente umbra ne fa anche una questione di gestione dei profili social. «E’ possibile – attacca – che il web sia una fogna e non si riesca a far chiudere profili se non con denunce formali? Noi donne delle istituzioni perché dobbiamo subire violenza verbale, denigrazione senza che nessuna autorità, spesso maschile, intervenga motu proprio? Non è una piccola cosa, la democrazia vacilla quando scompare la parola uguaglianza, rispetto, correttezza».
La risposta di Bastianelli È lo stesso Bastianelli a replicare via Facebook. «Da qualche anno – scrive – amministro un gruppo di oservazione “semiseria” (come da intestazione) sulla attività della Presidente della Regione dell’Umbria Catiuscia Marini. Molti dei miei amici lo sanno e la seguono, qualcuno – spero, a giudicare dalle condivisioni – anche apprezzando e sorridendo (amaramente) con me delle imprese pubbliche della Nostra e di come sia amministrata questa nostra regione». Fino all’episodio odierno. Bastianelli sottolinea l’«asimmetria di responsabilità e di posizione» tra lui e la Marini per cui «chi amministra una regione ha una posizione di responsabilità politica e criticabile. Ovviamente con il limite del buongusto e dell’aderenza alla realtà». E sulla satira politica che «Catiuscia Marini dovrebbe ben conoscere» ma «la Nostra è abituata a non subire il fastidio di domande relative ai tempi – sempre procrastinati – di realizzazione delle promesse politiche». Bastianelli definisce poi «fuori luogo» e «offensivo» invocare il codice penale «offensivo – ribadisce – per chi i reati li subisce veramente». «Addirittura – sottolinea – fra i sostenitori della Presidente c’è chi ha citato Hannah Arendt (“la banalità del male”) accostando me ad Eichmann e banalizzando l’Olocausto solo per “castigare” una vignetta». Infine Bastianelli rimarca chi tace come «i consiglieri del Pd (comunali e regionali)» e «l’autrice della foto incriminata» cioè Donatella Porzi. In ultima istanza, Bastianelli fa notare che «non sono da 4 giorni più dipendente del Comune di Perugia (non della Giunta Comunale, quello non lo sono mai stato). Tornerò al lavoro se e quando si sceglierà di chiamarmi di nuovo a quell’incarico. Ma ci tornerò con la libertà di parlare – nel mio tempo libero – di qualunque cosa. Sempre col limite della adesione alla realtà e del buongusto, cosa che alcuni compagni di partito della Presidente, e la Presidente stessa, hanno perso per strada da tempo».
