di D.B.
Il consigliere politico della presidente Catiuscia Marini, ovvero l’ex sindaco di Montefalco Valentino Valentini, ha fatto parte della missione istituzionale della Regione in Cina di fine novembre «soltanto per compiere incontri con le istituzioni locali cinesi, visto che la materia della cooperazione internazionale fa capo alla stessa presidente». Le parole sono di Fabio Paparelli, vicepresidente della giunta che ha risposto così all’interpellanza del centrodestra illustrata martedì in consiglio regionale con la quale, nei giorni scorsi, l’opposizione ha chiesto di fare chiarezza sulla vicenda. Una seduta, quella di martedì, che secondo alcuni consiglieri poteva essere dedicata a temi più sentiti e vicini agli umbri ma che invece è stata quasi interamente dedicata alla vicenda legata al consigliere politico della presidente. Dopo ore di discussione l’interpellanza è stata trasformata in una mozione con cui si chiedeva alla presidente la rimozione di Valentini, respinta nel tardo pomeriggio con 11 no e 8 sì.
IL CASO SOLLEVATO DAL CENTRODESTRA
Paparelli Stando alla ricostruzione fornita in mattinata da Paparelli, a Chengdu, una delle due città toccate dalla missione e dove si è svolta una fiera di prodotti italiani (alla quale l’azienda Bocale di Valentini non ha preso parte), il consigliere politico ha partecipato insieme al resto della coalizione «per il tempo di un’ora circa soltanto a una conferenza stampa», mentre «in uno degli stand un’azienda cinese che importa il vino con l’etichetta di proprietà dello stesso Valentini esponeva quel prodotto». «La missione di sistema – ha detto ancora Paparelli – è stata una iniziativa istituzionale di grande respiro di cui la presenza delle imprese è stata solo una parte, benché importante. Valentini ha partecipato a questa lunga missione per supportarmi nel complesso lavoro istituzionale e non per promuovere qualsiasi tipo di attività commerciale. Tutte le imprese umbre hanno avuto la possibilità di partecipare alla Fiera di Chengdu pur essendo questa un’attività facoltativa nel programma della missione. Alla Fiera non vi era nessuno stand dell’azienda Bocale, ma prodotti Bocale veicolati da un’azienda importatrice cinese che vi aveva aderito autonomamente».
IN CONSIGLIO VALANGA DI MOZIONI, RECORD DI RICCI
Nevi Parole che non hanno convinto il capogruppo di Forza Italia Raffaele Nevi: «Non ci possiamo dichiarare soddisfatti – ha detto – perché l’assessore non ha chiarito perché Valentino fosse presente nello stand in cui venivano esposti i prodotti della sua azienda come risulta da documentazione fotografica e non solo. Su questo tema deve poter discutere l’intera Assemblea regionale e per questo, entro la fine di questa seduta, presenteremo una mozione per chiedere alla presidente Marini di rimuovere il suo consigliere politico». Dopo la ripresa dei lavori infatti, intorno alle 16, la presidente Marini dopo aver chiesto a che punto fosse l’iter dell’interpellanza, ha proposto che «la seduta venga interrotta e ripresa soltanto quando ci sarà questa mozione». Il nuovo capogruppo dem Gianfranco Chiacchieroni ha detto sì, mentre Nevi si è detto contrario. A quel punto la seduta è stata sospesa e la maggioranza si è riunita per capire il da farsi. Alla ripresa dei lavori Chiacchieroni ha chiesto il rinvio alla prossima seduta di alcuni atti in programma «per poter discutere la mozione del centrodestra, che auspico venga depositata prima possibile. Un’idea contro la quale si sono espressi sia il capogruppo pentastellato Liberati sia Nevi. Favorevole invece Brega (Pd) e quindi il consiglio ha deciso a maggioranza di dire sì al rinvio.
REGIONALI 250 MILA PER LA CAMPAGNA ELETTORALE: NOMI E CIFRE
Marini A prendere la parola, con toni duri e un volume della voce a tratti oltre i normali decibel istituzionali, nel pomeriggio è stata la presidente, che ha chiuso il suo discorso citando Pietro Nenni («a fare a gara a fare i puri, troverai sempre uno più puro che ti epura»): «Pensavo – ha esordito – che dopo 20 anni di attività amministrativa, nei quali non sono stata mai chiamata a rispondere di violazioni, mi fossero sfuggiti aspetti connessi alla trasparenza dei conti pubblici com’è una missione». Marini, riferendosi a chi ha sollevato il caso, ha detto che dietro «ci sono persone candidate nelle liste di centrodestra di Giano e Bevagna; malumori di qualche signora insoddisfatta. Se fosse vero quello che dite il luogo per chiedere chiarimenti non sarebbe il consiglio ma la Corte dei conti. Pensate che una missione organizzata con due ministeri e il sistema confindustriale sia stata organizzata per giustificare una trasferta? Telefonate alle imprese che hanno partecipato. Non vi consento di far fare a me o agli altri la figura degli accattoni. Avete messo in piedi un teatrino durato una seduta intera».
Nevi Marini ha promesso anche altre «dettagliatissime relazioni», ha rivendicato la «correttezza dei comportamenti messi in atto» e «l’etica morale che contraddistingue me e il mio staff». Poi è arrivata una sorta di sfida ai consiglieri di opposizione: «Verifichiamo insieme i curriculum degli assistenti dei gruppi? L’aula – ha detto – può discutere ma non denigrare le persone, e poi sapete benissimo che questa mozione è inammissibile. Che facciamo la prossima volta, invitiamo i consiglieri a licenziare i collaboratori?». Nevi ha ribattuto che non si è mai parlato di reati ma di «opportunità politica. Perciò la lezioncina la rigettiamo completamente. La Regione sapeva che c’era quello stand, che c’era quell’importatore. Non era forse meglio evitare? Secondo noi sì. Nessuno crede alla favoletta che lì vi siete trovati per caso. È stato fatto un errore enorme di opportunità politica che ha gettato un’ombra sul vostro governo regionale».
Twitter @DanieleBovi
