di Daniele Bovi
Tutto rinviato, di candidature si tornerà a parlare martedì sera. Programmata per giovedì sera all’hotel Giò Jazz di Perugia, la direzione regionale del Pd in cui si sarebbe dovuto discutere dei criteri per individuare i 20 candidati consiglieri, è stata infatti rimandata al 23 marzo. I tormenti e le battaglie interne al partito però stavolta c’entrano poco, anzi nulla dato che, come scritto nel pomeriggio a tutti i membri dell’organismo con un sms, il problema sta nel fatto che l’ospite d’onore, ovvero il vicesegretario Lorenzo Guerini, è rimasto bloccato a Roma a causa del caso Lupi che, ospite di Porta a Porta, ha annunciato che venerdì mattina presenterà le proprie dimissioni.
La data del voto E proprio dai palazzi romani rimbalza l’indiscrezione secondo la quale le elezioni potrebbero essere nuovamente spostate. Non più il 31 maggio quindi, domenica scelta nei giorni scorsi dal governo come prima data utile, bensì il 7 giugno. Al fondo ci sarebbe il timore di una bassa affluenza legata al maxi-ponte del 2 giugno. Un elemento che, se sommato al trend calante registrato nelle ultime consultazioni, avrebbe fatto scattare più di un campanello d’allarme. Al momento però si tratta solo di indiscrezioni e, in caso il governo cambiasse idea, si dovrebbe modificare il decreto sull’election day appena approvato.
Centrosinistra addio Nel frattempo in Umbria i partiti si organizzano in vista di una tornata elettorale alla quale non si presenterà il centrosinistra che ha governato la regione nell’ultimo ventennio.Sul fronte sinistro infatti lo strappo si è ormai consumato e giovedì anche l’Idv, da tempo con un piede e mezzo fuori dalla coalizione, ha deciso di dire sì all’appello lanciato nei giorni scorsi da L’Altra Umbria per costruire una coalizione alternativa. La linea tracciata dal segretario regionale Mauro Giorgi è questa: «Andare per la propria strada con una propria lista in una coalizione che non sostenga la candidatura della Marini». L’approdo naturale sarebbe quindi il sostegno a L’Altra Umbria che, nel giro di pochi giorni, deve sciogliere il nodo più delicato, ovvero quello della scelta del candidato.
Percorso interessante Giorgi parla di questa scelta come di una «conseguenza degli atteggiamenti di assoluta chiusura messi in atto dal Pd umbro che si ritiene il “padrone assoluto” della coalizione che sostiene la Marini». «Gli incontri con le altre forze politiche di sinistra e con alcuni movimenti stanno già confermando un percorso molto interessante che va dritto alla politica vista come bene comune». L’appello dell’Altra Umbria lo raccoglie anche l’associazione politico-culturale Sinistra Unita, secondo la quale serve «un progetto politico capace di contrastare le politiche neoliberiste e di austerità portate avanti in Italia dal governo Renzi e in Umbria dai proconsoli della direzione nazionale del Pd».
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