Giovanna Petrini

di Daniele Bovi
Twitter @DanieleBovi

Finisce anzitempo il secondo mandato del sindaco di Cannara Giovanna Petrini. Lunedì mattina infatti nove consiglieri comunali, sei di minoranza e tre di opposizione, hanno depositato le loro dimissioni. Essendo il consiglio comunale composto di 16 membri più il sindaco, sono partite le procedure per lo scioglimento e per l’arrivo del commissario che dovrà traghettare il Comune fino alle prossime elezioni, che si terranno in primavera. In una nota Petrini, da quasi dieci anni sindaco della città, riporta i nomi dei firmatari «tutti insieme – sottolinea in modo ironico – appassionatamente».

Guerra dal 2009 Si tratta di Agostinelli Simone, Barontini Roberto, Gareggia Fabrizio, Masciotti Adalgisa, Pastorelli Luca, Petrini Fabio Andrea, Rovinati Dora, Rovinati Mauro e Santegidi Angelo. «Una lista già pronta per le elezioni amministrative – fa notare – semplice conferma nero su bianco di quanto ho sempre sostenuto dal giugno 2009». Secondo Petrini, data di inizio di un piccolo Vietnam quotidiano: «A quella tornata – racconta a Umbria24 – si presentarono tre liste. Una ‘classica’ di centrodestra, una ‘classica’ di centrosinistra e una civica appoggiata da un pezzo di Pd. Tutti si aspettavano che la mia sarebbe arrivata terza e invece abbiamo vinto».

Nessuno ha mosso un dito Da lì «è partita – continua – una guerra fatta di denunce, documenti passati dalla maggioranza alla minoranza, esposti. I vertici regionali del mio partito erano costantemente informati di quello che stava succedendo, ma nessuno ha mosso un dito». Ad agosto poi il sindaco revoca le deleghe ad un assessore, quel Riccardo Barontini «che – dice Petrini – ha fatto delle trame la sua principale attività politica». Nella lettera di dimissioni non sono spiegati i motivi che hanno portato allo strappo. Tutto è condensato in una riga dove si accenna a «intercorsi motivi personali». «Evidentemente – continua ironicamente il sindaco – non si sono messi d’accordo sulla posizione». Oltre ai membri di minoranza oggetto degli strali sono i tre consiglieri di maggioranza: «Tutti di area – dice – Bocci-Renzi. E io non sono mai stata dalla loro parte né mai lo sarò».

Niente Puc3 Petrini elenca poi i guasti che verranno causati dalle dimissioni. In primis il Puc3, ovvero i progetti di riqualificazione urbanistica da presentare alla Regione: «Il nostro – dice – andava presentato entro l’11 di ottobre e io da ora in poi potrò occuparmi solo dell’ordinaria amministrazione. Si sarebbe potuto portare un milione di euro a Cannara. Poi c’è il bando ministeriale sui ‘seimila campanili’, e anche qui avremmo potuto ottenere un milione per strade e altri progetti. In più – conclude – stavamo ragionando su qualche forma di agevolazione a favore dei cittadini a proposito della tassa sui rifiuti, visto che nel nostro comune è stato raggiunto il 67% di raccolta differenziata». E invece, tutto fermo ma Petrini promette battaglia: «Ai cittadini cannaresi – continua – dico che è stato un vero piacere essere per quasi dieci anni il vostro sindaco. Grazie a tutti voi ma state sereni che non finisce qui».

Giunta immobile Da parte dei tre «bocciani-renziani» la lettura dei fatti è radicalmente differente, con accuse di «immobilismo» lanciate nei confronti del sindaco Petrini. «Abbiamo rassegnato le dimissioni per il bene del paese – scrivono Agostinelli, Gareggia e Paparelli -: i cittadini purtroppo non conoscono la reale gravità della situazione, spesso sminuita da informazioni distorte e fumo negli occhi». Ecco perché «l’unica possibilità» per sanare «una situazione disastrosa è quella di far «intervenire il commissario prefettizio». «Il nostro – continuano è stato prima di tutto un gesto di responsabilità, un rimedio estremo per contrastare l’immobilismo di questa amministrazione che, ad esempio, in nove anni non è stata in grado di approvare il piano regolatore. Di certo, in nove mesi, la Petrini non sarebbe riuscita a fare quello che non ha fatto in nove anni, pur avendo potuto contare sempre su una maggioranza compatta che l’ha appoggiata anche su questioni gravissime, come le indagini della Corte dei Conti e della magistratura penale». Una scelta, quella delle dimissioni, che intenderanno spiegare nel corso di un’assemblea pubblica.

Legislatura svuotata Di «legislatura svuotata dei principi base della democrazia» parlano invece altri quattro consiglieri dimissionari, ovvero Roberto Barontini, Adalgisa Masciotti, Fabio Andrea Petrini e Mauro Rovinati. In un comunicato sostengono di aver assistito in questi anni «un’attività amministrativa autoritaria del sindaco e dei suoi fedelissimi – scrivono -, arroccati in una visione escludente e disgregatrice, lontani ormai anni luce dai problemi del paese e dagli obiettivi concordati nel programma elettorale che abbiamo condiviso e per il quale ci siamo candidati». «L’attuale amministrazione – continuano -, talvolta al di fuori del rispetto delle regole e delle corrette procedure di trasparenza, ha perseguito un esercizio del potere difforme dagli impegni presi in campagna elettorale e senza ascoltare i reali problemi dei cittadini, lasciati nella completa disinformazione». Da qui il «gesto forte e inevitabile del quale ci assumiamo la responsabilità nei confronti dei nostri elettori».

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One reply on “Cannara, si dimettono nove consiglieri: arriva il commissario. Il sindaco: «Tre bocciani-renziani»”

  1. L’articolo è errato, perché i consiglieri del PD non sono Agostinelli, Gareggia e Pastorelli.

    Allego il comunicato di altri quattro consiglieri:

    “Oggi abbiamo consegnato le nostre dimissioni da consiglieri comunali del comune di Cannara.

    Esse, pongono fine ad una legislatura svuotata dei principi base della democrazia, per un’attività amministrativa autoritaria del Sindaco e dei suoi fedelissimi, arroccati in una visione escludente e disgregatrice, lontani ormai anni luce dai problemi del paese e dagli obiettivi concordati nel programma elettorale che abbiamo condiviso e per il quale ci siamo candidati”.

    Con queste parole i consiglieri Roberto Barontini, Adalgisa Masciotti, Fabio Andrea Petrini e Mauro Rovinati spiegano i motivi della loro scelta alla quale seguirà la decadenza dell’attuale amministrazione, lo scioglimento del consiglio comunale e l’arrivo di un commissario prefettizio fino alla data delle nuove elezioni.

    “Mentre parlavamo di EX-Ferro – spiegano i consiglieri dimissionari – si organizzavano cacce al tesoro, mentre cercavamo di portare in discussione il piano regolatore generale e richiamavamo l’attenzione ai problemi concreti del territorio che si fondano principalmente sulle questioni del lavoro, l’amministrazione concentrava tutte le sue energie (e i soldi dei cannaresi) per le proprie politiche clientelari, finalizzate esclusivamente alla creazione del proprio consenso elettorale”.

    “E’ dall’inizio della legislatura che la nostra attività propositiva, fondata sul rispetto del programma elettorale, rimane inascoltata. L’attuale amministrazione, talvolta al di fuori del rispetto delle regole e delle corrette procedure di trasparenza, ha perseguito un esercizio del potere difforme dagli impegni presi in campagna elettorale e senza ascoltare i reali problemi dei cittadini, lasciati nella completa disinformazione”.

    “Questo gesto forte, del quale ci assumiamo la responsabilità nei confronti dei nostri elettori, è stato inevitabile ed è preso nel solo ed esclusivo interesse del Comune di Cannara, affinché venga nominato un commissario che possa ricostruire un bilancio dell’ente fortemente compromesso da un’attività amministrativa irresponsabile e ristabilire un clima di normalità all’interno dell’ente”.

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