Formazione di lavoratori e addetti alla progettazione, una campagna di informazione e prevenzione, controlli anche telematici e l’obbligatorietà di stilare un rendiconto tecnico con le misure di protezione come l’ancoraggio permanente. Sono questi i punti principali della legge sulle cadute dall’alto approvata lunedì mattina dalla Terza commissione di palazzo Cesaroni. Un pacchetto di norme per cercare di prevenire quelle cadute dall’alto che costituiscono ben il 25% del totale delle morti sul lavoro. Legge che non riguarderà solo le aziende ma anche i cittadini che devono eseguire lavori ad un’altezza superiore ai due metri. In particolare i settori interessati saranno quelli dell’edilizia, dell’industria, dell’agricoltura e quello dell’allestimento di strutture provvisorie per spettacoli o concerti. Luoghi che in Italia, recentemente, sono stati teatro di incidenti gravissimi. Ad occuparsi della formazione sarà la Regione.
Cosa cambia Con l’entrata in vigore della legge per i lavori edilizi riguardanti coperture o facciate per cui sono necessari permessi a costruire o Scia (la segnalazione certificata di inizio attività), è prevista l’applicazione di misure di protezione come l’ancoraggio permanente. I progetti dovranno quindi essere integrati con le indicazioni tecniche e le certificazioni di conformità; in assenza di ciò o in mancanza di qualche requisito non verrà concesso il permesso a costruire. Entro 30 giorni dall’approvazione del testo la giunta emanerà un regolamento con tutte le prescrizioni e le indicazioni tecniche, mentre i comuni avranno un anno di tempo per adeguarsi alla normativa. Su tutta l’attività svolta poi palazzo Donini elaborerà periodicamente una relazione da consegnare al consiglio regionale.
Vinti: battaglia culturale La nuova legge è frutto del lavoro di una sottocommissione composta dall’assessore Stefano Vinti e dai consiglieri Manlio Mariotti (Pd) e Maria Rosi (Pdl), il cui disegno di legge sullo stesso argomento è stato inglobato dal testo che ha ricevuto lunedì il via libera. «Si tratta – ha spiegato Vinti – di una battaglia culturale: la proposta di legge mira a diffondere la cultura della prevenzione dei rischi di infortunio su tutte le attività che si svolgono in quota, anche quelle dei cittadini quando si espongono ad un’altezza superiore ai due metri. Si apre una fase nuova – ha concluso – per la salvaguardia dell’incolumità fisica dei lavoratori e di tutti coloro che lavorano in quota».
