Castel Ritaldi, pacco anonimo pieno di schede elettorali (foto archivio F.Troccoli)

di Antioco Fois

Due settimane per giocare di strategia e racimolare voti con i programmi e gli accordi. L’obiettivo primario rimane serrare le fila dei propri sostenitori, richiamandoli per la seconda volta alle urne. Poi andare a pescare nel recinto degli avversari e nel partito del non voto. Da conquistare ci sono oltre 42 mila elettori, tra quelli che a Perugia hanno mancato l’appuntamento di domenica con le urne o hanno disperso il voto, oltre ai 23 mila che hanno sostenuto i candidati sindaci non eletti. In tutto 65 mila voti che costituiscono un vasto territorio di conquista.

GRAFICO INTERATTIVO: IL VOTO ZONA PER ZONA

Parte la caccia Il primo turno si è concluso col sindaco uscente Wladimiro Boccali (Pd) in vantaggio con 39.582 voti (46,56%) e lo sfidante del centrodestra Andrea Romizi (FI) con la fiducia di 22.375 elettori (26,32%). La caccia è aperta prima di tutto ai voti assegnati al primo turno agli altri candidati, che equivalgono al 27,12% dei voti espressi domenica. La dote più sostanziosa è quella di Cristina Rosetti: 16.225 voti (19,08%), che precede di gran lunga le liste civiche di Urbano Barelli (3.222 voti che pesano il 3,79%) e Dramane Waguè (2.116 e 2,49%). In coda Adriana Galgano di Scelta civica (1.497 e 1,76%).

PERUGIA, L’ANALISI DEL VOTO
GLI ELETTI E LE DIFFERENZE COL 2009

Il non voto A conti fatti il partito dove ci sarà più da saccheggiare, oltre ai diretti avversari, è quello del non voto. Al primo turno per la scelta del numero uno di Palazzo dei Priori gli astenuti sono stati 38.539. Il 30,25% dei 127.495 aventi diritto, il 43,33% se raffrontati con un paragone valido solo per dare l’idea della proporzione agli 88.928 elettori che al primo turno hanno votato (il 69,75% degli aventi diritto). Un bacino enorme e difficile da praticare, che di per sé avrebbe i numeri per decidere il secondo match tra Boccali e Romizi.

ECIALE: RISULTATI E COMMENTI

Senza padrone Il ragionamento poi si può estendere ai voti andati dispersi in schede bianche e nulle (in tutto 3.902 a fronte di 85.017 voti validi), dato che rende l’area della terra di conquista sempre più vasta. In tutto il 4,39% dei voti espressi al primo turno, che fa salire a 42.441 il monte voti ‘senza padrone’ dal quale i due candidati potranno cercare attingere al secondo turno senza dovere stabilire accordi con le altre forze in campo. Se i grillini dovessero rimanere fedeli alla linea e seguire l’esempio nazionale sarà improbabile la stipula di accordi per la formazione di un governo cittadino. Una parte dei posti in giunta in cambio della dote dei voti dei propri elettori. C’è da dire che i pentastellati difficilmente appoggeranno Romizi, perché col centrosinistra al governo cittadino piazzerebbero 5 consiglieri, che si ridurrebbero a 3 in caso di vittoria dello sfidante di Forza Italia. Questo perché i grillini, comunque all’opposizione, vanno a spartirsi i 12 posti da consigliere in palio per la minoranza. Ovvio che converrà loro contenderseli col centrodestra, che sul piano numerico ha meno preferenze utilia ottenere i seggi. La proposta di u apparentamento potrebbe invece arrivare nelle prossime ore all’indirizzo di Urbano Barelli.

VIDEO: IL COMMENTO DI BOCCALI
VIDEO: IL COMMENTO DI ROMIZI

Gli scenari Stando alle voci di palazzo, lo sfidante Romizi dovrebbe promuovere la linea degli intenti comuni, invitando a stare dalla sua parte quanti condividono il suo programma elettorale e sono animati da un sentimento di delusione nei confronti dell’Amministrazione Boccali. Se è vero che un apparentamento col centrodestra potrebbe rimettere in partita le due liste che hanno sostenuto il presidente di Italia nostra, il seguito di Barelli a quanto pare è diviso tra puristi che rifiutano di confluire nello schieramento con Forza Italia, Ncd e Fratelli d’Italia e una componente più probabilista.

FOTOGALLERY: IL POMERIGGIO DI ATTESA

Sc: libertà di scelta Mette subito le cose in chiaro la montiana Galgano, precisando che non accetterà nozze di seconda istanza. «Al ballottaggio non appoggeremo nessuno. Primo, – scrive su Facebook – se avessimo voluto appoggiare qualcuno, lo avremmo fatto prima perché siamo convinti che l’elettore debba sapere prima per chi e che cosa vota. Secondo, i nostri elettori sono persone libere che sceglieranno liberamente chi votare». Intanto l’agenda elettorale si ripopola di appuntamenti. Per il 6 giugno alle 21 Boccali e Romizi sono stati invitati al teatro Pavone per un nuovo confronto organizzato dall’associazione Perugia non è la capitale della droga.

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