Bagarre sul “Tartufo gate” in consiglio regionale. Martedì mattina a palazzo Cesaroni il consigliere del Pd, Tommaso Bori, ha chiesto alla presidente Donatella Tesei e all’assessora Paola Agabiti di riferire sulla mancata astensione del voto espresso in giunta sugli atti finiti al centro dell’inchiesta della Procura di Perugia a carico di Tesei e Agabiti poi archiviata a seguito dell’abrogazione del reato di abuso d’ufficio.
“TARTUFO GATE”: REPORT A TERNI DA TESEI
Si parla di “Tartufo gate” perché al centro degli accertamenti che la Procura di Perugia aveva delegato alla Guardia di Finanza, peraltro sulla scorta di un esposto, ci sarebbe un bando da 10,7 milioni di euro per la costituzione della filiera umbra del tartufo, al quale ha partecipato, ottenendo 4,8 milioni, anche la Urbani tartufi, azienda per la quale lavora il figlio di Tesei, mentre Gianmarco Urbani come noto è il marito di Agabiti oltre che proprietario della società.
La presidente, dopo l’intervento di Bori, ha brevemente preso la parola per dire: «Cari consiglieri, io non intendo assolutamente riferire su un caso che non esiste e su cui la magistratura si è già espressa in modo definitivo. La richiesta risulta strumentale come indegna propaganda di questi giorni, quindi non intendo riferire».
VIDEO – LE OPPOSIZIONI LASCIANO L’AULA
Thomas De Luca (M5s) è poi intervenire per dire: «Prendiamo atto che lei fugge e scappa dall’assumersi le proprie responsabilità e che non intende riferire non sull’indagine della magistratura, ma su quello che ha fatto in giunta, a questo punto fatevi questo consiglio ma noi abbandoniamo l’aula». Bori ha, invece, espresso «rammarico per il rifiuto di riferire in aula su una questione che riguarda Regione, suo governo e fondi che legittimamente tante aziende attendono».
Dopo la bagarre sul “Tartufo gate” il consiglio regionale la maggioranza ha approvato il bilancio consolidato della Regione per l’esercizio 2023. Si tratta di un’aggregazione di dati che riguardano l’amministrazione con le proprie articolazioni organizzative, enti strumentali e società controllate e partecipate, che insieme costituiscono il Gruppo di amministrazione pubblica. Palazzo Cesaroni spiega che è l’ultimo atto che fornisce una rappresentazione complessiva e che porta ad avere un quadro chiaro della situazione economica, patrimoniale e finanziaria. Solitamente il bilancio consolidato viene approvato entro il 30 settembre, ma quest’anno si è dovuta aspettare la parifica del rendiconto generale della Regione Umbria per l’esercizio 2023 da parte della Corte dei conti che è avvenuta ad ottobre. Il risultato d’esercizio del bilancio consolidato 2023 è di oltre 61 milioni di euro, mentre nel 2022 vi era un passivo di circa 64 mila euro.
Sul «Tartufo gate» è intervenuto il vicepresidente della Regione con delega all’agricoltura, Roberto Morroni, che sul caso specifico ha sostenuto: «Per la filiera del tartufo con capofila Urbani tartufi srl si fa presente che hanno ricevuto la concessione degli aiuti 98 imprese agricole per un importo di contributo pari a 4,2 milioni (a fronte di un investimento complessivo di circa 10,5 milioni) e per quanto riguarda il capofila trasformatore Urbani tartufi, un contributo concesso di circa 700 mila euro (a fronte di un investimento complessivo di circa 1,7 milioni). Il progetto – ha detto poi Morroni – è in corso di realizzazione e il termine per la rendicontazione è prevista per 31.03.2025». In questo contesto Morroni definisce «davvero mistificanti, strumentali e frutto unicamente di una propaganda politica becera e faziosa le polemiche sollevate in questi giorni da settori dell’opposizione che, ancora una volta hanno perso l’occasione per farsi interpreti delle esigenze di crescita e sviluppo della comunità regionale».
