di Marta Rosati
Il masterplan di rinaturalizzazione della discarica, presentato mercoledì mattina al Caos, è basato sulla strategia delle Green infrastructures presenti sul territorio italiano e prende spunto da esempi virtuosi a livello europeo. «L’obiettivo principale dell’intervento – come esposto dall’architetto Kipar – è lo sviluppo equilibrato e sostenibile dell’area, dei suoi legami con il territorio, considerandone aspetti naturali, culturali e di percezione sociale, come indicato dalla Convenzione europea del paesaggio».
Il parco Lo sviluppo progettuale è stato affrontato integrando tra loro diverse discipline specialistiche come l’architettura del paesaggio, l’ingegneria naturalistica e quella forestale, la pianificazione territoriale e l’agronomia, al fine di ottenere il miglior risultato sia in termini funzionali, quindi sotto l’aspetto tecnico e gestionale, sia in termini paesaggistico-ambientali. La piena realizzazione dell’intervento è stimata al 2045: «Dopo 30 anni dalla realizzazione dell’intervento – si legge nelle linee guida del progetto – i nuovi boschi e la vegetazione delle scarpate si integreranno pienamente nel sistema vegetazionale del contesto e la discarica diventerà un nuovo spazio pubblico rinaturalizzato, multifunzionale e aperto alla città».
L’ad Morselli: video
La presentazione del progetto: fotogallery
Dubbi Permangono diffuse perplessità rispetto al nuovo parco per il fatto che sorgerà proprio sopra una collina di scorie. La notizia ha raccolto numerosi commenti social, tra cui quello spiccatamente ironico del gruppo ‘Sdremmarina’. In sede di presentazione del nuovo parco, al quale va trovato un nome, l’ingegnere Massimo Calderini ha ricordato la così detta messa in sicurezza della discarica e l’operazione di capping tuttora in atto, l’ad Lucia Morselli ha parlato di «risoluzione di un problema pluridecennale». Nel masterplan si legge inoltre che gli oltre 11 ettari di biodiversità «consentiranno di favorire lo sviluppo della fauna locale» e che «le opere a verde saranno realizzate per fasi e con interventi mirati, secondo le esigenze di smaltimento».
Cavicchioli (Pd) Sul tema è intervenuto il capogruppo Pd in consiglio comunale Andrea Cavicchioli: «La volontà dell’Ast – scrive – di affrontare le questioni ambientali con determinazione e impegno finanziario in un ottica di sviluppo compatibile del sito produttivo ternano e di responsabilità sociale dell’impresa, va giudicata positivamente. In questo contesto, tuttavia, – ha continuato – sia per quanto riguarda il processo per il trattamento delle scorie, tenendo conto del procedimento amministrativo pendente e delle prescrizioni formulate, sia per la bonifica, messa in sicurezza e riqualificazione della discarica, è evidente che gli interventi non possono essere decisi unilateralmente dall’azienda, ma devono tener conto degli obiettivi e delle indicazioni delle autorità preposte. Per queste tematiche – ha concluso Cavicchioli – risultano investite responsabilità dirette gravanti in via prioritaria sui livelli gestionali dei soggetti pubblici interessati che debbono procedere nel rispetto delle normative che regolano i settori».
De Luca e Liberati (M5s) Non si fa attendere la presa di posizione dei Grillini: «Non crediamo che Lucia Morselli ignori il fatto che quell’area è anche dentro una profonda vertenza giudiziaria, a voler tacere le vicende della famigerata galleria stradale ‘Tescino’. Inoltre, prima di amene ipotesi di parco urbano, occorre effettuarvi puntuali analisi di rischio, prescritte dalle leggi e tese a scongiurare pericoli di per sé già evidenti- per la salute delle persone. Una classe dirigente credibile e autorevole – tuonano dal Movimento – saprebbe porre una prescrizione cruciale al bando di gara mondiale annunciato dalla Thyssen sul recupero scorie, così da compiere un’autentica operazione di recupero ambientale, anziché nascondere la polvere sotto il tappeto o ricercare raffinate scorciatoie. Senza dimenticare – aggiungono Andrea Liberati e Thomas De Luca – che poi restano tutte in piedi altre gravi criticità finora mai affrontate quegli imponenti volumi di emissioni fuori controllo e non captate, tali da generare mostruosi tassi di nichel, cromo e Pcb nell’aria, nei suoli e non di rado negli alimenti. E un ‘parco’ scorie-metal recovery che, grigio deserto, continua a rilasciare sui quartieri residenziali sottostanti sostanze volatili al primo alito di vento».
Nevi (Fi) A intervenire sul progetto Tk-Ast è anche il consigliere regionale Raffaele Nevi: «La riqualificazione e trasformazione in un parco attrezzato per eventi e manifestazioni sull’attuale discarica di Vocabolo Valle, è una delle più belle notizie degli ultimi anni che lancia Terni a livello mondiale grazie, come al solito, alla iniziativa del privato. Una scelta questa fondamentale per il futuro della città e un impegno importante da parte dell’azienda tedesca nella strategia di sviluppo sostenibile. Davvero incredibili invece le dichiarazioni del sindaco Di Girolamo che ha scoperto ieri che anche Terni, come Essen, può diventare una città capitale del verde. Peccato che in questi anni non solo non si è fatto nulla per aumentare gli spazi verdi ma al contrario si è cementificato tutto ciò che si poteva cementificare. Rilancio ancora una volta l’idea di costruire un piano per il verde pubblico magari anche con il coinvolgimento della Fondazione e un piano per la qualità dell’aria, tema che ho sollevato da tempo, ma invano, anche in Regione».
Ferranti (Fi) Tra le reazioni anche quella di Francesco Ferranti: «La trasformazione in parco della discarica di Valle è un’operazione che il gruppo di Forza Italia coglie con grande soddisfazione. Saremo vigili affinché l’ amministrazione non sia di ostacolo a una così positiva iniziativa di un privato in questo territorio, bensì la favorisca e ne prenda spunto per intervenire con politiche e azioni similari in altre zone critiche magari sempre coinvolgendo i privati. Ricordo che stiamo interrogando Di Girolamo per aver chiarezza sui due inceneritori e rilanceremo come gruppo sull ‘ esigenza di un piano dell’ aria supportato da uno studio ambientale serio che chiediamo da 2 anni ormai. Studio che faccia chiarezza sulla qualità dell ‘ aria in questa conca e che consenta di intervenire anche preventivamente oltre che con i blocchi del traffico che sono fastidiosi palliativi. Ricordo che anche sull’ipotesi di realizzare tale studio incalzerò Di Girolamo chiedendo una volta per tutte se intenda o meno far chiarezza».
Terni città futura A parlare all’indomani della presentazione del progetto Ast per la discarica è anche Terni città futura: «Quanto presentato ieri è sicuramente un progetto importante con tanto di firma di un archistar. Un impegno che potrebbe rendere giustizia sul fatto che in Germania la stessa proprietà realizza spazi verdi, spazi culturali ed è protagonista della vita sociale e culturale delle città dove è presente. Finalmente dunque un significativo impegno anche per Terni; uno spazio verde polifunzionale di qualità e prestigio. Peccato che tutto questo lo si voglia realizzare su un riporto di terra sopra ad una discarica che ha accumulato per mezzo secolo le peggiori schifezze, metalli e cromo esavalente per quello che ne sappiamo; una collina intrisa di pericolosissimo percolato. Crediamo che per questo occorra maggiore approfondimento in termini di garanzia per la salute. Poche parole sono state ancora spese per assicurare che si può creare un parco pubblico sopra ad una velenosa discarica senza mettere a rischio la salute dei futuri frequentatori. Si faccia lo sforzo di spiegarci questo prima di raccontarci che forma avrà il nuovo auditorium openair. I cittadini, quelli fuori dai partiti non si fidano e fanno bene, lo leggiamo dalle prime reazioni sui social; cosi come non si fidano dell’assenso del Sindaco quale primo tutore della salute pubblica. E’ normale che spaventi l’immagine di bambini che giocano sopra a quei veleni. Sarà allora giusto approfondire, saperne di più in termini di sicurezza della salute; si vuol solo risanare il paesaggio dal punto di vista visivo? Mettere la polvere sotto un bel tappeto, in una sorta di makeup esteriore, lasciando orrore sotto ad un bellissimo parco? In tema di bonifica può bastare spiegarci che le scorie saranno tombate sotto la collina con una colata di cemento armato? e se questo sia sufficiente, quale rassicurazione che venga fatto tutto correttamente? Nel frattempo ci attiveremo per raccogliere ulteriori e per noi rassicuranti pareri tecnici. Tutto questo trattiene il nostro entusiasmo verso un progetto che comunque di per se’ segna qualcosa di eccezionale e inedito nella storia dei rapporti tra l’attuale proprietà e la città, ma che per il tema salute merita necessari e coscienziosi approfondimenti».
Twitter @martarosati28
