di Iv. Por.
Stop a Economia del Turismo. Sta creando un caso la decisione del Senato accademico dell’Università di Perugia di sospendere il primo anno della facoltà dislocata a Santa Maria degli Angeli. Il caso era già emerso dal 2010 con proteste anche eclatanti (il sindaco Claudio Ricci si incatenò davanti al rettorato), ma ora siamo all’ufficialità. E ad Assisi è in corso una sollevazione politica che bussa le porte anche in Parlamento.
Ricci: «Presentato ricorso al Tar» Il primo a reagire, ovviamente, è stato il sindaco Ricci, che ha protestato salndo sul cavalcavia della strada statale 75, per dire «no alla chiusura dal Corso di Laurea sul Turismo in Assisi». Prima del gesto plateale una «ampia rappresentanza» di componenti socio economiche e culturali del territorio ha condiviso che «non si può chiudere il primo corso di laurea sul turismo aperto in Italia, con un numero di studenti in crescita (64 iscritti nell’ultimo anno accademico; mentre si vorrebbe tenere aperto, in Umbria, un corso in altra sede con 24 iscritti), in un paese che, nel turismo, può vedere la nascita di circa 500.000 nuovi posti di lavoro (da oggi al 2020)». E’ stato intanto ufficializzato il ricorso al Tar dell’Umbria e la segnalazione alla Corte dei Conti («in quanto – dice Ricci – si vorrebbe chiudere un corso con 64 iscritti e tenerne aperto un altro con 24 studenti»). Il sindaco auspica che «il ministro dell’Istruzione e quello dei Beni culturali (con delega al turismo) modifichino il Decreto Ministeriale 47 o applichino una deroga altrimenti si renderebbero responsabili di chiedere un corso sul turismo che produce posti di lavoro in Italia con le conseguenze doverose dimissioni».
Il Pd: «Ricci faccia mea culpa» A livello locale il Pd si oppone alla sospensione del corso di laurea («un grave sbaglio di prospettiva») ma punta anche il dito contro l’Amministrazione di centrodestra. Il capogruppo Pd in consiglio comunale, Simone Pettirossi, invita sindaco e giunta a fare «mea culpa perché hanno commesso molti errori e hanno rincorso il problema invece di affrontarlo in modo chiaro e netto». Pettirossi ricorda come «la Giunta comunale, con delibera n. 134 del 13 giugno 2012, aveva approvato “quale linea strategica del Comune di Assisi, il sostegno del corso di laurea in Economia internazionale del turismo”, prevedendo anche “il rimborso all’Università degli studi di Perugia della spesa relativa all’assegnazione di n. 1 ricercatore a tempo definito per il triennio 2012/2014”, ma rinviando a successivo atto consiliare l’approvazione del protocollo d’Intesa, tra la Città di Assisi e l’Università e il finanziamento della conseguente spesa. Perché l’atto consiliare annunciato nella delibera – chiede Pettirossi – in un anno di tempo, non è mai stato portato in Consiglio comunale? Di fatto all’annuncio in Delibera di Giunta non sono seguiti i fatti».
Il problema fondi Pettirossi poi richiama il fatto che nel 2013 ci sono stati contatti tra sindaco e Università, di cui i consiglieri comunali non sono stati informati e poi, improvvisamente, è stata avanzata la proposta di fare una mozione “bipartisan”, presentata il 15 aprile 2013 e firmata in buona fede dai capigruppo di opposizione in cui «veniva dichiarato che il Comune di Assisi metteva a disposizione anche “sostegni economici” nel bilancio 2013 per il sostegno di “alcuni docenti ricercatori”». Il capogruppo ricorda inoltre che «l’Università di Perugia, il 30 aprile 2013, ha fatto pervenire al Comune di Assisi una proposta di Convenzione, di cui il sindaco non ha informato i consiglieri comunali, in cui si prevede il finanziamento di 2 posti di ricercatore a tempo determinato per una spesa complessiva a carico dell’amministrazione comunale di circa 70 mila euro all’anno per tre anni. A fronte della promessa di sostenere “alcuni docenti ricercatori” contenuta nella mozione, però, la maggioranza ha deciso di stanziare nel Bilancio 2013 (approvato dalla Giunta il 14 maggio e che sarà discusso dal Consiglio comunale il 7 giugno) solo 25 mila euro, che non bastano ovviamente a coprire le spese neanche di un solo ricercatore”». Questi passaggi, per Pettirossi, sono «decisivi per le sorti del corso di laurea. Oggi si sceglie la strada della protesta eclatante, quando ormai la situazione è difficilissima. Sono, invece, mancate quelle azioni concrete che avrebbero potuto salvare, veramente, il corso di laurea di Economia del Turismo di Assisi».
Il caso in Regione e Parlamento Intanto la questione viene portata da centrodestra in consiglio regionale e in Parlamento. Per il consigliere regionale Massimo Monni «la sospensione è una scelta folle, il corso di laurea sul turismo della città serafica va tutelato, intraprendendo ogni azione possibile, malgrado i problemi creati dal Ministero dell’Istruzione agli atenei italiani e anche a quello di Perugia, legati ai parametri minimi correlati ai docenti». E il deputato Pdl Pietro Laffranco prende l’impegno di coinvolgere il ministro. «La scelta di sospendere il corso di laurea in Economia del Turismo di Assisi – dice – stride fortemente con l’idea, più volte declamata da tanti soggetti istituzionali ed imprenditoriali della nostra Regione, che il turismo possa e debba essere una delle nostre migliori risorse economiche. Non siamo d’accordo e ci mobiliteremo, al fianco del sindaco di Assisi e delle associazioni degli studenti, per trovare una soluzione anche in sede ministeriale».
