Al centro il sindaco di Assisi Claudio Ricci (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

«E’ dal 1300 che nasciamo qui: se chiudiamo il punto nascita non ci saranno più una Chiara o un Francesco nati ad Assisi». Noto per le sue «performance», come quando si incantenò per difendere il corso di laurea sul Turismo oppure quando, vestito da fantasma, inscenò una protesta sulla paventata chiusura del punto nascita, il sindaco Claudio Ricci torna all’attacco. Venerdì mattina infatti, nell’ingresso dell’ospedale, Ricci insieme al presidente del Consiglio e alcuni assessori ha «occupato» simbolicamente l’area dove ha tenuto una conferenza stampa proprio per difendere il reparto che la Regione, secondo le informazioni che circolano, vorrebbe chiudere.

C’è un disegno preciso Nella riforma della sanità regionale che la giunta approverà il 28 maggio prossimo infatti si parla della chiusura di almeno due punti nascita sugli undici complessivi: nel mirino sembrano esserci Assisi e Narni. Gli strali del sindaco, che ha battibeccato anche con il direttore sanitario dell’ospedale, sono tutti per la presidente della Regione Catiuscia Marini e per l’assessore alla Sanità Franco Tomassoni: in particolare il sindaco si scaglia contro la mancata nomina del primario di Ostetricia e ginecologia e vede un disegno preciso per indebolire l’ospedale di una città «che serve 70 mila persone e dove arrivano sei milioni di turisti all’anno».

VIDEO: LA PROTESTA DEL SINDACO

Ospedale declassato «Noi – dice – siamo stato presi in giro da palazzo Donini. Nel corso degli anni abbiamo dimostrato di saper dialogare: penso ad esempio alla candidatura di Perugia e Assisi a capitale della cultura o ai Puc. Qui inoltre abbiamo dato vita ad un progetto per l’ospedale che riguarda il mantenimento dei servizi di base e per le alte specialità al servizio della rete ospedaliera della regione». Secondo Ricci «chiudendo il punto nascita si depotenzia e si declassa l’ospedale. Nel corso degli ultimi anni siamo passati da 700 nati a 400 perché c’è stata un’azione precisa di depotenziamento: sono sei anni che non viene reintegrato il primario».

Comportamento sleale Alla Regione il sindaco pidiellino imputa un «comportamento non corretto e sleale: il punto nascita non può essere tolto e devono venire qui a prendere impegni precisi o procederò in tutte le sedi. Non ci facciamo prendere in giro, presidente e assessore ci avevano promesso che ci sarebbe stato un dialogo costruttivo ma io, come punto cardine, avevo chiesto di mantenere il reparto. Non consentiremo che venga chiuso, qui siamo riusciti a risparmiare senza tagliare i servizi».

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2 replies on “Assisi, Ricci «occupa» l’ospedale contro la chiusura del punto nascita: «La Regione ci ha preso in giro»”

  1. La salvaguardia del CST è stata una pagliacciata che apporta pochissimo, o nulla, al territorio (serve solo a dare qualche stipendio) e costa moltissimo al contribuente.
    Era meglio che la protesta si concentrasse a gran voce solo per l’Ospedale di Assisi, questo sì che è importante, non il CST.
    Dalla Regione avranno detto: per il CST l’abbiamo accontentato, ma sull’Ospedale facciano sacrifici…

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