Il ministro Corrado Passera questa mattina ad Assisi (foto F.Troccoli)

di Ivano Porfiri

«La riforma è già stata approvata da un ramo del Parlamento, quindi ci sono tutti i presupposti per cui si possa arrivare con anche questa riforma conclusa». Parola del ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, ad Assisi per partecipare ad un convegno («Un contributo francescano al superamento della crisi economica»), che vede buone possibilità di arrivare al Consiglio europeo di fine mese con la riforma del lavoro approvata. Presenti, tra gli altri, Rosy Bindi, Gaetano Quagliariello, Francesco Rutelli e la presidente della Regione Catiuscia Marini, che ha attaccato le riforme calate dall’alto.

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Consiglio europeo Sull’attesa riunione dei leader europei, Passera spera che «sia un Consiglio dove i paesi come l’Italia, che spingeranno l’Europa a muoversi nella direzione della crescita, oltre che naturalmente su quella del rigore, possano fare dei passi avanti. Oggi anche qui da Assisi – ha aggiunto il ministro – ci viene un messaggio di attenzione, di enfasi, proprio di urgenza sul lavoro. E il lavoro si crea con la crescita economica sostenuta e sostenibile. Naturalmente – ha sottolineato – imparando da tutti gli errori che sono stati fatti negli anni passati e sicuramente il francescanesimo ci aiuta a capire tante delle ragioni che hanno portato alla crisi attuale. Però poi tutti insieme sul creare lavoro».

Passera e San Francesco Secondo Passera «la crisi non è stata un incidente», e se vogliamo evitare crisi future dobbiamo dare «una discontinuità forte». Una delle strade, per il ministro, è «rimettere l’economia al suo posto, all’interno dei suoi confini naturali: è uno strumento formidabile di analisi e gestione del reale, ma ha acquisito un ruolo, una preponderanza che ha portato a gravi problemi. L’economicismo – ha detto – ha ecceduto di presunzione, molti hanno voluto interpretare tutti i fenomeni in una chiave economica». Invece, «la razionalità economica, che in certi campi deve essere a regola del gioco, non può essere la regola unica». Con la crisi, secondo Passera, «l’ultima ideologia, quella del mercato, è venuta meno nei fatti e possiamo pensare alla costruzione del futuro in assoluta libertà». Ciò deve essere fatto «distinguendo il fine dagli strumenti» e per fare ciò Passera richiama all’ultima enciclica e al pensiero di San Francesco, il quale «non rifugge dall’economia ma la usa come strumento per arrivare al bene comune: bisogna ricreare meccanismi di mutualità, di solidarietà per fare il bene comune». Che oggi, secondo Passera, «è creare le condizioni perché si crei lavoro». Come? «Lo strumento – ha spiegato – è la crescita sostenuta e sostenibile, cioè che tenga conto di errori». «Ci vuole l’economia – ha concluso Passera – ma ci vuole soprattutto la politica che deve valorizzare al massimo l’economia ma anche tutte le altre parti delle società. E per fare ciò ci vogliono anche scelte impopolari».

Bindi: risolvere problema esodati Al convegno partecipa anche il presidente del Pd Rosy Bindi che fa capire come sulla strada che porta, da qui a fine mese come auspicato da Passera, all’approvazione della riforma del lavoro, c’è il problema degli esodati. Il Pd vuole numeri, risorse e chiede al presidente del Consiglio, Mario Monti, di risolvere il problema prima del via libera definitivo alla riforma: «Noi – afferma Bindi – abbiamo chiesto chiarezza sulle risorse per risolvere il problema degli esodati». A chi le chiede se tutto ciò possa avvenire entro il Consiglio europeo del 28, come auspicato anche dal presidente del Consiglio, Bindi replica: «Siccome lui parla del 28, siccome riteniamo che la sua richiesta sia fondata, noi siamo pronti però c’è questa emergenza vera, reale che forse fino a adesso è stata sottovalutata, noi – ha concluso – vogliamo i numeri e le risorse».

Il voto greco Il ministro Passera ha poi risposto alle domande dei giornalisti sul risultato delle elezioni in Grecia. Dalle urne, alle quali il paese è ricorso per la seconda volta in più di un mese, è uscitala vittoria della destra di Nuove Democrazia che, con tutta probabilità, formerà un governo pro-euro con i socialisti del Pasok. «Il voto di Atene – ha commentato Passera – ci conferma quello che tanti di noi hanno sempre pensato, cioè che Atene possa e debba rimanere all’interno dell’Eurozona e vada aiutata a superare un periodo veramente difficile. La Grecia – ha aggiunto – sta dicendo: “Vogliamo farcela”, quindi il voto di ieri è sicuramente un voto positivo».

Il decreto sviluppo A proposito del decreto sviluppo presentato nei giorni scorsi e sul quale si sono consendati i dubbi di alcuni partiti, il ministro sostiene che «è stato fatto sentendo tutte le parti ed è un decreto che va sui meccanismi di fondo per ricreare crescita nel nostro paese». «Nel decreto ci sono sia stimoli all’economia – ha puntualizzato Passera -, ma ci sono soprattutto riforme strutturali come nel campo fallimentare, come nel campo della finanza d’impresa, che sicuramente aiuteranno le imprese. E’ chiaro – sottolinea – che noi non verremo mai meno all’impegno di mantenere i conti pubblici in ordine, come ci siamo impegnati con il resto del mondo, però risorse private, comunitarie e anche pubbliche ne vengono mobilitate parecchie, da molte settori ci viene plauso per quello che abbiamo fatto». Secondo Passera, il decreto «è un pezzo di un percorso verso lo sviluppo che è iniziato con il ‘Salva Italia’ poi con il ‘Cresci Italia’ e che continuerà nei prossimi mesi». Il ministro ha ricordato quindi quanto fatto in termini di infrastrutture, credit crunch e riforma fiscale. «Insomma – ha concluso – non c’è fase uno, fase due: è tutto un lavoro sullo sviluppo che continuerà mese dopo mese».

Italia-Irlanda Da ultimo Passera dedica una battuta anche a Italia-Irlanda di questa sera: il ministro non crede al «biscotto» tra Spagna e Croazia e si dice ottimista sul passaggio del turno: «Io credo – ha detto – che l’Italia possa farcela».

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