di Dan. Bo.
Nulla di fatto, almeno per il momento anche se nel giro di qualche giorno la pratica sarà chiusa e il Pd avrà il suo candidato con cui provare a strappare Assisi al centrodestra. Giovedì fino a tarda notte il partito locale si è riunito per cercare di sciogliere il nodo più importante, quello del candidato, senza però trovare una soluzione. Sostanzialmente le opzioni sono due, ovvero quella di Stefania Proietti (ipotesi che sembra convincere anche la presidente Catiuscia Marini) e di Gianluca Fagotti, che rientrano entrambe in questo schema: costruire una candidatura in grado di intercettare il maggior consenso possibile e in grado di parlare anche a mondi che stanno al di fuori del Pd. Questo perché, almeno nelle convinzioni della segreteria regionale, stavolta c’è la sensazione che la partita sia aperta. Stefania Proietti, ingegnere di 41 anni, cattolica, dal 2010 componente del gruppo Custodia del Creato della Conferenza Episcopale Italiana e membro della Commissione problemi sociali Lavoro della Diocesi di Assisi con delega al settore ambiente. L’altro nome in ballo è quello di Stefano Fagotti, anche lui ingegnere e presidente del Lions Club della città del Poverello. Al momento però si tratta solo di ipotesi, dato che un accordo all’interno del Pd locale non c’è.
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Assisi A sinistra l’unico nome certo è quello di Luigino Ciotti mentre dall’altra parte della barricata, sotto il cielo del centrodestra, grande è la confusione. Il primo nome in pista è quello di Antonio Lunghi, sindaco facente funzioni dopo l’approdo di Claudio Ricci in consiglio regionale. L’altro, sul quale Forza Italia è divisa, è quello di Giorgio Bartolini, che sabato a Santa Maria degli Angeli presenterà ufficialmente la sua candidatura (l’appuntamento è alle 16 all’interno del comitato elettorale in via Pertini). Giorni importanti anche in casa del Movimento 5 Stelle: venerdì sera gli aspiranti candidato sindaco e consiglieri si sono presentati a Casa Lenori, sabato dalle 10 alle 17 a Santa Maria degli Angeli si selezioneranno i candidati consiglieri e poi domenica, sempre dalle 10 alle 17, tra questi ultimi si voterà il candidato sindaco. I nomi? Quelli di Belli Paolobelli Mario, Bergamo Claudio, De Nigris Emanuela, Fadda Igor, Fraschetti Moreno, Illiano Maria Giovanna, Iuston Jenny, Leggio Fabrizio, Mancinelli Andrea, Migliorati Gianni, Migliosi Marco, Proietti Gagliardoni Moreno, Romagnoli Andrea, Spada Carmelo, Speziali Tiziana, Tinarelli Simone, Tofi Adriano, Tomassini Barbara, Trabalza Alex, Trosa Luca e Vitagliano Eden.
Gubbio Tornando in casa Pd, da segnalare nelle ultime ore lo strappo avvenuto a Gubbio dove cinque membri della segreteria (Manca Giovanni, Ragnacci Andrea, Starace Christian, Tomassoli Giorgio e Vinti Luca) e tre membri della Direzione politica comunale del Pd di Gubbio (Bettelli Giuliano, Castellani Francesca e Grilli Massimiliano) hanno deciso di dimettersi in polemica con il segretario cittadino Oriella Passeri. «Nell’ultimo periodo – dicono – sono venuti a mancare il rapporto di fiducia che ci legava alla segretaria e i presupposti per la condivisione di un progetto politico che avevamo sostenuto in maniera franca e leale al momento della sua nomina. Abbiamo proposto, dopo la sconfitta elettorale delle amministrative, di portare avanti un profondo rinnovamento nelle persone ma soprattutto nelle idee, abbiamo cercato di cambiare passo nell’agire quotidiano e nella proposta politica. Tutto questo però non è avvenuto e non è stato da alcuni voluto e anzi, siamo di nuovo precipitati in un modo di fare politica superato e inadeguato rispetto alle necessità di una città come Gubbio».
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Lo strappo Secondo i dimissionari «servivano e servono metodi diversi, una velocità maggiore e una capacità concreta di stare vicino ai cittadini. Il Pd di Gubbio invece è rimasto al palo, senza sfidare la maggioranza che regge l’amministrazione comunale sui temi concreti, parlando di sviluppo, di sociale, di cultura e di ambiente. Il Pd – continuano – ha le idee, le intelligenze per vincere questa sfida, ma non riesce ad intercettarle. Il tutto, sulla scia di quello che doveva essere un rilancio, e cioè il positivo risultato elettorale alle scorse elezioni regionali, quando il Pd aveva conquistato il 36,65 per cento dei consensi, raccogliendo la fiducia degli eugubini che lo avevano scelto di nuovo come primo partito. Riteniamo dunque venuto meno il rapporto di fiducia che ci legava a Oriella Passeri e chiuso, per ciò che ci riguarda, il progetto politico di questa segreteria e di questa direzione e auspichiamo l’immediata convocazione dell’Unione comunale al fine di capire, tutti insieme, quale sia la strada migliore per ridare credibilità e serietà al Partito democratico di Gubbio».
Twitter @DanieleBovi
