La sede di Asm (foto F. Troccoli)

«No alla privatizzazione di Asm, sì all’alienazione di quote societarie ma nell’ottica del potenziamento aziendale», questo in sintesi il contenuto dell’atto d’indirizzo presentato dal consigliere Pd Fabio Narciso e sottoscritto da altri 11 democratici.

Asm Terni La questione legata al futuro della multiservizi di via Capponi è destinata a tornare presto nell’aula consiliare di Palazzo Spada, per almeno due ragioni: intanto perché martedì pomeriggio la terza commissione presieduta dal dem Sandro Piermatti incontrerà le Rsu d’azienda e poi perché la maggioranza ha presentato un atto politico dedicato, rivolto al sindaco e alla giunta col quale si chiede la garanzia del controllo pubblico della società ma si lascia campo libero nell’ipotesi di cessione di alcune quote. La maggioranza insomma, dopo aver evitato la discussione dell’argomento come proposto dai Cinque stelle, scelta costata 13 ore di consiglio comunale per ripicca grillina, dice la propria sul futuro della multiutilities e non manca di sollecitare l’esecutivo a provvedere a saldare il debito nei confronti di Asm, il quale ammonterebbe a circa 19 milioni di euro.

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I democratici Nella proposta di Narciso c’è la richiesta di avviare percorsi di aggregazione con altre società pubbliche non quotate in borsa, verificando anche la possibilità di alienazioni nelle forme più idonee al rafforzamento nell’azienda delle business unit. «Un principio che si ispira al prossimo decreto Madia – spiega Narciso – e alle leggi in materia di partecipate che favoriscono le ampie aggregazioni e la quotazione in borsa degli investimenti industriali pubblici, per reperire risorse sul mercato e attuare economie di scala in tutto il territorio nazionale. «Occorre – si legge nell’atto – concludere in tempi brevi il riallineamento in atto della partita debiti e crediti tra Comune di Terni e Asm., riconoscendo all’azienda la liquidità effettivamente dovuta supportandola negli investimenti e conferire alla multiservizi i proventi della tassa Tari relativa alla gestione del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti».

Smart city Tra i punti del dispositivo c’è anche la richiesta di predisporre accanto al piano regolatore comunale strumenti come il piano ambientale e il piano energetico digitale per controllare costantemente tutte le fonti di criticità e di sviluppo ecosostenibile in un’ottica smart city, per il raggiungimento degli obiettivi di riduzione degli inquinamenti, aumento della produzione di energia da fonti rinnovabili, ed efficientamento energetico dei processi di rete e degli edifici.

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