
di Daniele Bovi
Per cacciare un direttore di una Asl umbra che non avrà raggiunto i risultati non bisognerà più aspettare il termine del mandato, ossia tre anni: la risoluzione del contratto potrà infatti arrivare anche prima se dei risultati di cui sopra non si vede l’ombra. E’ questa la novità più rilevante inserita nel testo, adottato lunedì pomeriggio dalla giunta regionale, che andrà a regolare il nuovo metodo di nomina dei primari ospedalieri. Annualmente si procederà alla verifica dei risultati raggiunti e se, come detto, questi non verranno centrati, il contratto potrà essere risolto anzitempo. Per il resto il pacchetto di norme, su cui mercoledì scorso fu siglata in giunta una prima intesa di massima, non varia.
Le nuove norme Il cuore delle nuove norme prevede l’istituzione di una commissione tecnica per la valutazione degli «idonei» a ricoprire il ruolo di primario. Commissione composta da un direttore sanitario e da due primari estratti a sorte da un elenco che comprende una rosa di nomi nell’ambito della disciplina oggetto della nomina. Rosa di nomi che non potrà essere inferiore a otto: nel caso contrario potrebbero entrare a far parte della lista alcuni operatori di fuori regione. La giunta, in sintesi, se questo nuovo assetto verrà approvato, si limiterà ad indicare qual’è la casella del primariato da assegnare, mentre la scelta del nome sarà fatta in modo più trasparente dalla commissione tecnica. Sempre secondo la bozza di accordo siglata mercoledì, tra l’autorizzazione della giunta per la copertura del posto vacante e l’assegnazione dello stesso non potrà passare più di un anno. Un insieme di norme che rappresentano un primo passo verso l’archiviazione del metodo da manuale Cencelli.
