«Io mi fido di Berlusconi, lui si fida di me e quindi entrambi si fidano l’uno dell’altro. Le primarie? Solo se Berlusconi non si candida». Non scarica il suo mentore il segretario del Pdl, Angelino Alfano, protagonista del convegno della fondazione Magna Charta, a Norcia.
Silvio leader Per il segretario del Pdl solo «se dovesse venir meno l’ipotesi di una candidatura di Berlusconi allora rivivrebbe l’idea delle primarie come metodo per scegliere il candidato alla premiership». «Il nuovo centrodestra – ha aggiunto – dovrà fondarsi su parole chiare come pulizia: noi non siamo più disponibili a mettere in gioco la reputazione sull’altare di un dio. Ci sara’ tolleranza zero verso chi ruba, faremo liste pulite e chi entra nel Palazzo deve godere di buona fama».
Rabbia e coraggio «Va di moda San Benedetto – ha detto Alfano -, io cito la concorrenza, Sant’Agostino che diceva che la speranza ha due figli: la rabbia e il coraggio. Vi assicuro che noi abbiamo la prima e non ci manca il coraggio che serve per cambiare». A questo proposito «a giorni presenterò una nuova squadra del Pdl che con me si occuperà della ricostruzione del centrodestra. Dobbiamo avere idee da contrapporre alla rassegnazione, io sono convinto che ci siano uomini e donne che come me vogliono riorganizzare quest’area».
Costituente moderati Alfano si è detto «d’accordo con il presidente del Senato, sulla costituente dei moderati come luogo dove far emergere i contenuti. Mettiamo insieme l’area alternativa alla sinistra, questo e’ il compito che svolgerò nel tempo che avrò a disposizione, contribuire alla costruzione del centrodestra italiano». «Quando si parla di moderati – ha aggiunto – si evoca un confine geografico. Non vanno evocati i contenuti e dal ’48 a 94 i moderati erano quelli che pensavano alla centralità della persona, alla difesa del ceto medio italiano e alla difesa famiglia. Dal ’94 l’area dei moderati ha un pilastro centrale che si chiama Silvio Berlusconi intorno a lui si è creata un’area politica che grazie a lui ha avuto una rappresentanza maggioritaria. Quella storia ha frutti positivi, non credo al fallimento della Seconda Repubblica».
Todi 2 Sempre sul fronte dei moderati si apre domenica «Todi 2», il meeting promosso dalle sette organizzazioni cattoliche riunite nel Forum delle persone e delle associazioni di ispirazioni cattolica nel mondo del lavoro. Per il secondo anno consecutivo i rappresentanti delle sei sigle (Movimento cristiano lavoratori, Confartigianato, Confcooperative, Compagnia delle Opere, Cisl, Acli) si troveranno nel convento di Montesanto per discutere di economia, welfare e riforme, dibattendo attorno al tema «La Buona politica per tornare a crescere». Lunedì a chiudere i lavori sarà il leader della Cisl Raffaele Bonanni.
Coldiretti si chiama fuori «Riteniamo opportuno come atto di coerenza di non partecipare ai lavori della cosiddetta ‘Todi 2’». Lo ha affermato Sergio Marini presidente della Coldiretti che fa parte delle sette associazioni del “Forum delle persone e delle associazioni di ispirazione cattolica del mondo del
lavoro” organizzatore dell’iniziativa. «Percorsi, contenuti e forme – sottolinea Marini – non ci
sembrano adeguatamente approfonditi per trarre conclusioni condivise. Non vorremmo che l’ambizioso progetto sul piano culturale e propositivo che il Forum si e’ dato si trasformi o possa essere strumentalizzato come vetrina verso questa o quella ipotesi di candidatura invece che – continua il presidente della Coldiretti – una rappresentazione chiara e compiuta dell’Italia che vorremmo. Abbiamo assunto questa decisione nell’interesse di chi rappresentiamo, in coerenza con il nostro stile e il nostro fare quotidiano».

