La presidente ha illustrato la riforma venerdì mattina a palazzo Donini

di Daniele Bovi

Quaranta milioni di euro. Centesimo più, centesimo meno, secondo i calcoli dell’assessorato regionale al Bilancio a tanto ammonterà il fatturato della nuova Agenzia forestale che, insieme alle Unioni dei comuni, assorbirà la gran parte delle funzioni delle Comunità montane e, soprattutto, dovrà chiudere bilanci in pareggio. Lo scioglimento delle Montane rappresenta uno degli assi centrali della cosiddetta riforma endoregionale, ovvero il maxi riassetto degli enti di secondo livello pensato dalla giunta regionale, largamente concertato con enti e sindacati, approvato dall’esecutivo e presentato ufficialmente venerdì mattina dalla presidente Catiuscia Marini e dagli assessori Tomassoni, Rossi e Cecchini.

Approvazione in autunno L’approvazione della riforma da parte del Consiglio regionale è prevista entro l’autunno, dopo che il testo sarà esaminato ed eventualmente emendato dalle commissioni. Centrale, sempre per quanto riguarda la soppressione immediata delle Montane, è l’aver riportato sotto controllo questi centri di spesa: politicamente infatti, all’interno del Pd nei mesi scorsi molto si è discusso intorno alla necessità di riallocare più funzioni possibili (con le relative capacità di spesa), in capo agli enti elettivi. «In alcuni casi – dicono dall’assessorato – le Montane si erano messe pure a sponsorizzare squadre di calcio».

COSTI, COMPENSI E ASSETTI: TUTTI I DETTAGLI DELLA RIFORMA ENDOREGIONALE

Costi e personale Novanta milioni, secondo quanto riferito venerdì dalla Marini, il costo delle Montane, di cui 30 per il personale che in parte andrà in capo all’Agenzia e in parte agli enti locali, e 60 per i servizi. Personale che ammonta a oltre 930 unità: circa 600 operai e 330 amministrativi: «Dopo la Calabria – sibilano dall’assessorato al Bilancio – c’eravamo noi». Al di là del fisiologico calo dei dipendenti dovuto ai prossimi pensionamenti, dalla giunta non si esclude che possano essere attivati i cosiddetti meccanismi di incentivazione all’esodo del personale. Illustrando la soppressione la presidente ha spiegato che  questa è «una riforma necessaria, ma soprattutto urgente per il fatto che ormai sono venute meno tutte le risorse statali che venivano trasferite alle Regioni per il funzionamento di questi enti».

Arusia, scioglimento sprint Come scritto nei giorni scorsi inoltre, un altro provvedimento riguarda lo stralcio del capitolo Arusia dal complesso articolato della riforma. Martedì infatti la giunta ha elaborato un testo di circa dieci articoli in cui si prevede lo scioglimento immediato dell’agenzia. La sostanza quindi non cambia, ma la giunta ha voluto imprimere un’accelerazione per arrivare il prima possibile allo scioglimento. Comprensibilmente prima della più complessa riforma: «Auspico – ha detto venerdì la presidente – che lo scioglimento sia approvato dal Consiglio entro settembre». Oggi l’Arusia dà lavoro a 56 persone che si occupano principalmente delle pratiche per i finanziamenti del piano di sviluppo agricolo. A svolgere le sue funzioni in futuro sarà l’assessorato all’Agricoltura di Fernanda Cecchini: «Le procedure – ha detto l’assessore – saranno semplificate e questo consentirà una maggiore efficacia operativa».

I punti della riforma Oltre a Montane, Agenzia forestale e Arusia i cardini della riforma endoregionale riguardano la costituzione delle Unioni dei comuni (obbligatorie per gestire le funzioni in materia di politiche sociali e turismo, in materia di boschi e di terreni sottoposti a vincolo per scopi idrogeologici, funzioni in materia agricola ed in materia di funghi e tartufi) e il trasferimento di alcune deleghe alle Province come gestione del demanio idrico e di quello stradale e la tutela ambientale. Ma il processo di razionalizzazione toccherà anche gli Ati, che si occuperanno solo di acqua e rifiuti, metter il turismo e il settore socio-sanitario passerà in capo alle Unioni. Entro 18 mesi dall’approvazione però gli Ati saranno soppressi e anche le competenze su acque e rifiuti saranno riallocate. Il disegno di legge poi trasforma Umbraflor in agenzia  regionale di diritto pubblico e mette mano anche ai consorzi di bonifica: «Procederemo non solo alla loro riorganizzazione – ha spiegato Tomassoni – ma anche ad una sostanziale perequazione».

Marini: riforma di fondamentale importanza «Avevamo indicato nelle nostre linee programmatiche – ha spiegato infine la presidente – che avremmo voluto portare a termine la maggior parte delle riforme del sistema endoregionale regionale entro il primo anno di legislatura, perché questo processo è di fondamentale importanza, atteso dai cittadini e dalle imprese, e utile al sistema economico regionale».