di Gordon Brasco
Chissà cosa avrebbe pensato Gustav Klimt di questo film. Probabilmente che l’unica cosa degna di essere vista dal pubblico pagante è il suo quadro, «Il Ritratto di Adele Bloch-Bauer I» ma allora tanto vale spendere un biglietto alla Neue Galerie di New York o comprarsi un libro d’arte. Il regista Simon Curtis ce la mette tutta per banalizzare una delle battaglie legali più avvincenti del dopoguerra, quella che vide Maria Altmann scontrarsi con il governo austriaco per riavere il quadro che il grande pittore aveva realizzato su commissione della moglie di Ferdinand Bloch-Bauer (nonno della Altmann) sequestrato a suo tempo dai nazisti durante la seconda guerra mondiale. Curtis non fa nulla per rendere la storia appassionante: non cerca di approfondire i personaggi, le loro storie interiori, i temi della giustizia come rivalsa di un popolo (quello ebraico) costretto alla fuga perché braccato e ucciso come il peggiore degli animali. Tutto quello che si limita a fare è presentarci una sceneggiatura debole e grigia, completamente appoggiata sulle spalle della Mirren che fa quel che può ma ancora i miracoli non sono compresi nel suo carnet di attrice.
Senza sussulti Il risultato è un film di cui vi dimenticherete presto perché incapace di lasciare un qualche segno nel pubblico che lo guarda perché privo di un qualsiasi sussulto epico, di un qualche spunto fuori dall’ordinario che fa la differenza tra una storia che si guarda e una che si ricorda. Insomma vale la pena spendere dei soldi per questo film? Secondo noi no: il racconto è lineare, romanzato quanto basta ma incolore e senza quella forza necessaria a renderlo appassionante. Sembra quasi il compitino di chi ha ricevuto l’ordine di rappresentare un qualcosa di cui non gliene frega nulla e che quindi lo appassionano come una gara di sbadigli. Peccato perché Helen Mirren si trova a suo agio nel personaggio e con una sceneggiatura meglio scritta avrebbe forse realizzato una delle sue migliori performance.
Un film di Simon Curtis. Con Helen Mirren, Ryan Reynolds, Daniel Brühl, Katie Holmes, Tatiana Maslany. Drammatico, Ratings: Kids+13, durata 110 min. USA, Gran Bretagna 2015. Eagle Pictures.
Trama: Maria Altmann, ebrea austriaca sfuggita alle persecuzioni, intraprende una campagna contro il governo per riavere indietro alcune opere d’arte che appartenevano alla sua famiglia. Tra queste, la più celebre è il quadro di Gustav Klimt “Il Ritratto di Adele Bloch-Bauer I”: un’opera del valore di 130 milioni di dollari regalata dallo stesso pittore alla zia della Altmann.
Perugia
Gherlinda: 17.20 / 19.50 / 22.20
Comunale Sant’angelo: 18.30 / 21.15
Uci Cinemas Perugia: 17.25 / 19.50 / 22.15
Terni
The Space: 17.20 / 20.00
Cityplex Lucioli: 16.00 / 18.00 / 20.30 / 22.30

Una volta tanto che non si entra pesantemente a rievocare l’olocausto, ma ci si affida quasi esclusivamente ai ricordi e agli affetti, ci deve essere un critico come lei che vuole il filmone di tre ore con una sceneggiatura alla Schindler’s List….. e poi perchè scrive con il plurale maiestatis “secondo noi”….. quanti siete a recensire?
Il film è delicato e molto bello, forse non è commovente, ma non credo fosse questa l’intenzione del regista, infatti non è affatto evocativo, anzi entra in punta di piedi per ricordare le vicende personali.
Comprato il biglietto, visto il film e le dico pure che lo ricorderò a lungo
Cambi mestiere e vada meno al cinema
Peter sono perfettamente d’accordo con lei!!!. Il film merita, è emozionante al punto giusto e racconta con delicatezza una fase orribile della ns. storia soffermandosi più sulla storia e la dietrologia del quadro che sull’olocausto come giusto che sia!! Il critico anziché criticare il regista..farebbe prima a cambiare mestiere. E’ un bel film voto : 8.
Adele Bloch Bauer nel suo testamento aveva lasciato il ritratto alla Galleria Belvedere di Vienna, dove era esposto. Ma la nipote, tanto affezionata ai quadro da rivenderlo subito, si è rivolta a un tribunale di…New York, per riaverlo indietro. E naturalmente i giudici americani l’hanno accontentata. Gli stessi giudici, anni dopo, hanno respinto la richiesta del discendente di un famoso collezionista russo, la cui collezione era stata confiscata dal regime sovietico, di riavere indietro i quadri venduti dal governo sovietico a un museo americano. Mah..