Trentacinque anni e non sentirli. Perché la voglia di esserci, anzi di essere protagonista è quella di sempre. E pazienza se rispetto al passato, Sebastian “Seba” Solé da Rosario, Argentina, ha meno opportunità di mettersi in mostra con continuità.
Questione di (mera) carta d’identità.
Chioccia Ma quando Lorenzetti chiama in causa il centrale classe 1991, il contributo di Solé non manca sostanzialmente mai. Utile alla causa della Sir Susa Scai sul taraflex e fuori. Come accaduto questa estate quando è stato lui, l’ex tra le altre di Trento e Verona, a fare da chioccia ai pochi compagni della prima squadra presenti fin dall’inizio del precampionato. Solé si è messo a disposizione trovando il modo di essere una guida per chi, come Kollátor, Cappadona e Loreti era ai primi passi in maglia Perugia.
Subito un fattore Ma l’argentino naturalizzato italiano, resta una delle guide del gruppo anche ora che è finalmente al completo. E all’esordio in campionato, Solé – partito in sestetto di fianco a Sanguinetti – ha trovato il modo di rubare l’occhio. Con una prestazione tutta sostanza certificata dai 10 punti messi a referto, impreziositi dal muro che ha chiuso la contesa al tie break.
Motivazioni massime Ora, per Solé e per la truppa del patron Sirci è tempo di focalizzarsi sulla prossima tappa. Sul prossimo avversario: la matricola Prata. Un avversario e più in generale una partita che il numero 11 bianconero presenta così: «Prima di tutto mi aspetto una bella serata – racconta nella conferenza stampa dell’antivigilia –. Torniamo a giocare in casa, davanti alla nostra gente che è da un po’ di tempo che vuole vederci. È un qualcosa che sentiamo e percepiamo. Dovremo stare attenti, affrontiamo un avversario stra motivato e che viene da una bella vittoria. Vorrà fare bene, ma noi siamo ugualmente motivati. Spero che riusciremo a giocare bene».
Affiatamento Quello che si è visto solo a tratti a Cuneo: «Sapevamo che potevano metterci in difficoltà, affrontavamo una squadra di qualità e molto pericolosa in battuta. Abbiamo commesso qualche errore di troppo ma è normale dato che era solo la prima partita e abbiamo bisogno di ancora un po’ di tempo per trovare i giusti automatismi. Ma stiamo lavorando molto bene – afferma –. Giorno dopo giorno stiamo capendo sempre più le dinamiche della squadra».
Condizione e status Sta lavorando molto bene anche il diretto interessato: «Mi sento benissimo – puntualizza Solé –. Questa estate ho avuto tanto tempo per lavorare a livello fisico, un aspetto molto importante perché alla mia età conta tantissimo, più che migliorare a livello di tecnica. Mi sento al livello necessario per dare il contributo richiesto da una società e da una squadra come Perugia. Se mi sento un leader? Mah, si può essere leader indipendentemente dall’età, quello che conta è dare una mano al coach per far sì che gli allenamenti siano di livello, per far sì che poi arrivino i risultati».

Obiettivi Che lo scorso anno sono arrivati in serie. In Italia, in Europa e nel mondo. Quando gli viene chiesto se il secondo scudetto consecutivo può essere uno stimolo ulteriore nella stagione appena iniziata dato che la Sir non ne ha mai vinti due di fila, Solé racconta che «se è per questo potremmo provare a vincere anche la terza Champions League consecutiva o andare a caccia del quarto Mondiale. Quello che conta è provare a migliorare partita dopo partita per cercare di arrivare in fondo a tutte le competizioni. Ora è un po’ presto per porsi chissà quali obiettivi. Quando sarà il momento saremo pronti».
Superlega al top Condizione necessaria per competere in una Superlega il cui livello, per Solé, «è sempre più altro, ci sono almeno 4-5 squadre che possono vincere. Gli investimenti dei presidenti e degli sponsor spio sempre più ingenti ed è una cosa bella perché vuol dire che il campionato cresce sempre di più».


