Kamil Semeniuk. Foto: Michele Benda

di Carlo Forciniti

Una cosa è certa. Kamil Semeniuk vivrà almeno un derby personale nella Final Four di Champions League di Torino. Lui, polacco di Kedzierzyn-Kozle, lo farà certamente in semifinale contro Varsavia. Poi, è possibile che il classe 1996 possa sfidare insieme alla Sir Sicoma Monini lo Zawiercie che inaugurerà la “sua” due giorni di Torino affrontando i turchi di Ankara. Ma dipenderà da come andranno le due semifinali.

Tradizione Intanto, Semeniuk pensa al presente al pari della sua squadra. Pensa a godersi per la quarta volta l’ultimo atto della competizione continentale più importante. In cui vanta una tradizione più che favorevole. Sostanzialmente senza macchia.

Prima volta Nel 2020-2021 il martello in forza allora allo Zaksa dove fatto ritorno dopo l’esperienza allo Zawiercie, arriva fino in fondo in una formula diversa da quella attuale. Perché la semifinale si disputava tra andata e ritorno. Ed in quell’occasione, i polacchi ebbero la meglio dello Zenit Kazan. In finale al PalaOlimpia di Verona, Semeniuk e lo Zaksa sfidano Trento che si arrende 3-1. Per lo schiacciatore è il primo successo nella competizione più importante.

Bis Un anno più tardi, lo Zaksa ha tutto per ripetersi. Forte anche del primo hurrà della stagione precedente. Il bis diventa realtà a Lubiana, dove a farne le spese è ancora una volta Trento che perde 3-0 dopo solo un’ora e trentasei minuti di gioco. Semeniuk e lo Zaksa vincono la seconda Champions di fila che per il martello coincide anche con il massimo riconoscimento individuale: il titolo di Mvp.

Tris Nel 2025 e a distanza di tre anni dal secondo timbro personale e di squadra, Semeniuk solleva al cielo un’altra Champions League. Questa volta con la maglia della Sir Sicoma Monini Perugia che si regala il trofeo più agognato nonché il primo della propria storia a livello continentale, nell’indimenticabile notte di Lodz. 

Caccia al poker Dodici mesi più tardi, Semeniuk ambisce ad un clamoroso poker personale. Dopo tre vittorie, il numero 16 e Perugia proveranno a bissare quanto fatto dodici mesi prima. Prima c’è da vincere la semifinale contro Varsavia. Un derby personale per il classe 1996. Che quando arriva in fondo, solitamente tende a togliersi grandi soddisfazioni. Come insegna il suo vissuto. Con lo Zaksa prima. Con la Sir poi.

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.