di Carlo Forciniti
È iniziato tutto con una Supercoppa. In un tardo pomeriggio di ottobre del 2017. La prima vittoria in massima serie della Sir. Inseguita da anni. Quel giorno, l’8 ottobre, il tappo è saltato e Perugia ha inaugurato una nuova era. A chiare tinte bianconere.
Altro poker Che con il secondo successo di fila in Champions League conseguito a Torino a spese dello Zawiercie, ha toccato probabilmente l’apice. Lo zenit. Difficile ripetere una stagione come quella appena conclusa, in cui i bianconeri hanno centrato un poker ancora più prestigioso di quello del 2024. Allora, la squadra di Lorenzetti aveva vinto scudetto, Coppa Italia, Supercoppa e Mondiale. Quella andata in archivio all’Inalpi Arena, arricchisce la bacheca della truppa del patron Sirci con la seconda Champions della storia che si affianca al terzo scudetto, al terzo Mondiale e alla settima Supercoppa italiana. Le mani sull’Italia, sull’Europa, sul mondo. Tradotto, Grande Slam.
Diciannovesimo titolo e concorrenza annichilita Il trionfo maturato a Torino è il diciannovesimo titolo conquistato da quel già citato otto ottobre di nove anni fa. Sono cambiate tante cose negli anni al PalaBarton Energy. Allenatori e giocatori. Anche qualche figura all’interno dell’organigramma societario. Non è cambiato il feeling con la vittoria. Dal 2017, le più dirette concorrenti italiane – Trento, Civitanova e Modena – hanno sollevato al cielo rispettivamente sei, otto e tre trofei. Un gap clamoroso.
Continuità Ma oltre alla quantità, a fare specie è anche l’incredibile continuità mostrata dai Block Devils in questa decade mal contata. Perché in ogni singola stagione hanno aggiunto in bacheca almeno un trofeo. Per due volte si sono imposti in quattro competizioni nella stessa annata. In una occasione, in tre: proprio in quel 2017-2018 inaugurato dal successo in Supercoppa che ha aperto il conto che oggi non è ancora chiuso.
Nuovo ciclo E che dalle parti del PalaBarton Energy nessuno vuole chiudere a breve. La società è da tempo al lavoro per ripartire con un nuovo ciclo con coach Lorenzetti, la guida sicura di Perugia. Con un assetto dirigenziale che nel presidente Sirci ha il deus ex machina, la pietra angolare di un club che sta facendo la storia dello sport anche grazie al sostegno di imprenditori e sponsor che contribuiscono ad alimentare il fenomeno Sir, che ha nel duo Rizzuto-Vujevic due dirigenti che anno dopo anno fanno sì che la Sir resti sempre competitiva. E soprattutto, vincente. Fra qualche mese, al duo di cui sopra si unirà anche Massimo Colaci che muoverà i primi passi da direttore tecnico. Il libero è il solo bianconero ad essere stato protagonista di tutte le vittorie della Sir. Ma forse neanche lui, quel 8 ottobre di nove anni fa, avrebbe immaginato di chiudere la sua storia sportiva con 19 titoli. Tutto è iniziato quel giorno di inizio autunno. E no, non è ancora finita…

Righi Ma al netto di quanto accadrà in futuro, quanto sta facendo la Sir non passa inosservato. E dà lustro al movimento pallavolistico italiano. Alla trasmissione Afterhours parole al miele sono state spese del presidente di Legavolley, Massimo Righi. Per la Sir squadra e non solo. «Questi successi non nascono per caso, perché lui ha portato una filosofia aziendale all’interno della società, coniugandolo però con una grande passione. Questo è un tema non solo nella pallavolo, ma anche nel lavoro e nella vita in generale: anche nel mondo del lavoro abbiamo i grandi progetti industriali di successo che hanno anche questa tematica della passione. Questo aspetto, nello sport è indispensabile e lui ha contagiato tutti, però non c’è un momento di superficialità nella conduzione della società, da parte di tutti i suoi collaboratori. Questo è stato un grande merito che ha avuto Gino Sirci, di costruire un percorso con pazienza, perché io mi ricordo le prime volte che veniva in Lega, quando il club era neo-promosso dalla Serie B si è approcciato con grandissima umiltà, nonostante fosse già un imprenditore di grandissimo successo, e questa sua umiltà lo ha portato a costruire un percorso che sta iniziando a potersi definire quasi irripetibile perché i 19 successi in 9 nove anni sono un unicum nel panorama non solo nella pallavolo, ma di tutto lo sport!».
Il segreto Il segreto del successo, anzi dei successi della Sir – sia essa Susa Scai o Sicoma Monini – per il presidente Sirci è chiaro. «È quello di lasciar esprimere ognuno la propria personalità: ognuno deve essere un grande professionista, e poi le personalità devono essere lasciate espresse nel modo più naturale! Bisogna fare in modo che ci sia la squadra e il gruppo. Da noi si sta bene, e lo dicono anche i nostri giocatori perché c’è la libertà di esprimere il proprio carattere».
