Ora è ufficiale. Massimo Colaci è il nuovo direttore tecnico di Perugia per le prossime tre stagioni. Un’aggiunta importante all’interno dei quadri dirigenziali della società del patron Sirci. Un’aggiunta di certificato spessore. Anche umano.
L’ormai ex libero dei Block Devils, nella nuova esperienza in veste da dirigente porterà con sé tutta l’esperienza maturata in vent’ anni di carriera. Una carriera leggendaria. Ma, soprattutto, è come se portasse con sé un’agenda vuota. Da riempire di appunti e nuove conoscenze pagina dopo pagina. Giorno dopo giorno. Perché il classe 1985 entra in una fase per lui nuova e che definisce «molto stimolante» in punta di piedi. Con la voglia di mettersi in discussione. Di imparare. Di ascoltare. E – particolare che non guasta in un club come la Sir – con l’ambizione di mettersi a disposizione per permettere alla squadra di continuare a vincere.
Compiti «Fino al 30 giugno sono ancora un giocatore ma pian piano inizio a pensare a quello che sarà. Ho fatto qualche chiacchierata con Vujevic, Piacentini e Candellaro per iniziare a capire un po’ più nel dettaglio determinate dinamiche e compiti che mi ha affidato il presidente. Compiti che sono ben definiti» – racconta Colaci che entra maggiormente nei dettagli di ciò che lo aspetta -. «Dovrò fare esperienza, imparare determinate cose, anche a come interagire con i miei ex compagni in un altro modo. Avrò diversi compiti: dall’essere un po’ più vicino al settore giovanile anche in riferimento al mercato, così come in alcuni momenti avrò un ruolo di rappresentanza nel sostituire il presidente Sirci visti i mille impegni che ha. E poi quello di essere vicino a Vujevic in alcune situazioni di mercato della prima squadra, dovrò fare delle valutazione dei contratti in essere. E particolare importante, vorrei continuare a far sentire la presenza della società ai ragazzi delle giovanili, è importante che sentano la presenza della dirigenza come accaduto alle finali di Junior League».
Sfida stimolante Colaci è carico. Voglioso di mettersi alla prova in una nuova veste. «Resto nello stesso ambiente ma con una prospettiva diversa. È una sfida stimolante in cui ci sarà molto da fare anche dietro le quinte. Dal punto di vista delle relazioni cambia un po’ tutto, con i giocatori si sono creati dei legami che restano ma il modo di relazionarsi deve essere diverso. È una nuova sfida, e a me le sfide sono sempre piaciute. È importante porsi obiettivi da raggiungere anche in giacca e cravatta».
Nuovi obiettivi No, nella leggenda bianconera la fame di vincere non si placa di certo. E l’aver posato nella stanza in cui sono custodite tutte le coppe vinte da Perugia, non può che accrescere la voglia di vincere. «Quando entri in quella stanza ti rendi conto che i trofei iniziano a diventare tanti. Ognuno in Sir ci ha messo del suo. È stata una bella emozione. Diciannove trofei in nove anni è tanta roba. In questi anni siamo arrivati spesso in fondo, e questo per una società come la nostra è la cosa più importante. L’ultima Champions League è stato l’ultimo trofeo vinto da giocatore ma spero di portare a casa altre coppe da dirigente. Gli stimoli in vista del prossimo anno sono enormi anche perché chi quest’anno non ha vinto proverà a fare di tutto per batterci. Avremo tanti trofei da inseguire. Tutti insieme dovremo lavorare per cercare di arrivare a giocare più finali possibili».
Ricordi unici Le ultime due cui ha preso parte da giocatore resteranno indelebili. «Fino a un mese e mezzo fa avrei detto che il momento più emozionante era stato il primo scudetto vinto da Perugia. Oggi invece dico la premiazione della finale scudetto e quanto accaduto a Torino con la vittoria della Champions League. E’ stato emozioante anche vincere il primo trofeo della storia di Perugia, la Supercoppa».
Emozioni «Il campo mi mancherà e non posso far finta che sarà così. Mi mancheranno le emozioni che regalano le partite. Vivrò forse con maggiore tranquillità in alcuni momenti. Il palazzetto lo vivrò comunque in pieno ogni giorno. Sono felice – puntualizza Colaci – anche perché ho sempre desiderato chiudere la stagione a Perugia. Quest’anno sono stato cercato da un’altra squadra ma non me la sono sentita di andare via, desideravo finire qui la carriera. Intraprendere la carriera da dirigente un po’ me l’aspettavo anche per quello che ci eravamo detti con il presidente in passato. Per i prossimi tre anni sarò sicuramente un dirigente di Perugia». Cui contribuirà a fare le fortune in un’altra veste.
