Considerarla una prova di maturità sarebbe eccessivo. Perché il Perugia è ancora un evidente cantiere aperto per via della rivoluzione compiuta ad agosto sul fronte societario ma non solo. Eppure, la sfida di domenica 13 settembre contro il Ravenna (diretta Raidue) – la prima di un mini tour de force che vedrà poi i biancorossi sfidare lo Spezia mercoledì 16 e il Grosseto domenica 20 in trasferta – può comunque dire molto nel breve-medio periodo.
Semina Il Grifo arriva alla sfida del Benelli con qualche grattacapo difensivo considerati gli infortuni di Cavallini e soprattutto quello di Megelaitis (la cui stagione è compromessa a causa della rottura del crociato del ginocchio destro), ma anche con la consapevolezza che dalle parti di Pian di Massiano si stia seminando qualcosa di buono. Lo testimoniano i sette punti totalizzati nelle prime tre partite. Così come la capacità dei biancorossi di venir fuori dai momenti difficili. È accaduto a Pesaro alla seconda giornata quando, sotto 2-1, la squadra di Diana – complici anche i cambi del tecnico – ha reagito, pareggiato e flirtato con il blitz. È successo nuovamente con il Pineto nell’ultimo turno. Colpito a freddo, il Perugia non si è fatto prendere dal panico. E pur non brillando particolarmente, ha vinto una partita che di recente ma non solo non avrebbe probabilmente mai portato a casa.
Testa giusta Questione (anche) di testa. Un pizzico di fortuna non guasta, certo, ma la sensazione è che il gruppo costruito da Gaucci e Marino in appena venti giorni, abbia nelle corde la capacità di non perdere la rotta nei momenti più complessi. Che presumibilmente ci saranno anche a Ravenna, data la caratura di un avversario che appartiene alla nobiltà del girone B. Ma che i grifoni affronteranno con la forza dei nervi distesi e con la voglia di confermare quanto di buono fatto fino ad ora. In particolare sotto il profilo dell’atteggiamento. Che per Diana, per certi versi, conta più anche del risultato.
