di Daniele Sborzacchi
Sei sconfitte di fila, meno di 3000 spettatori allo stadio. Colleziona record negativi il Perugia incapace di uscire dal tunnel della pesantissima crisi, ma anche solo di dare qualche timido segnale di ripresa. Niente di tutto ciò, anche nello scontro salvezza col Rimini, deve inchinarsi pagando dazio e vedendo il Curi espugnato ancora una volta. In questo caso, dai romagnoli che hanno ormai cancellato quasi del tutto la pesantissima penalizzazione (-11) in classifica. Il Grifo dal canto suo non riesce a dare segnali di vita, i tentativi di scuotere una squadra totalmente disorientata da parte di Braglia, al quarto ko in altrettante sfide dall’approdo in panchina, non sortiscono il minimo effetto. E la situazione diventa, partita dopo partita, sempre più terrificante. Quasi inutile, aggiungere altro…
Soliti errori Stavolta il Perugia, a differenza di altre volte, dà l’impressione di approcciare bene l’incontro. Se non altro, con una buona dose di determinazione. Kanoute e Manzari si destreggiano bene in avanti e da una folata offensiva di Calapai nasce una buona occasione per Ogunseye, il cui colpo di testa finisce fuori di poco. Ci prova anche capitan Giunti da fuori area, ma il destro sorvola la traversa. Piano piano il Rimini si fa più intraprendente, prima Capac chiama alla respinta Gemello, poi da corner ecco il vantaggio romagnolo con un nuovo pasticcio della difesa perugina. Stavolta è Tozzuolo che ‘cicca’ il pallone messo in area da Leoncini, in piena area il difensore Lepri va col sinistro trovando l’angolino basso. Sembra il solito film insomma… Una fiammata porta alla deviazione sotto porta di Matos (fuori) mentre il Rimini dà l’impressione costante di poter affondare il colpo, con Moray e Capac pericolosi dalle parti di Gemello.
Il nulla… O quasi Al piccolo trotto nella ripresa, il Perugia torna quello solito, incapace di affondare e di imprimere un po’ di ritmo ai suoi attacci per lo più scombussolati. Qualche timida fiammata c’è, come la conclusione a lato di Giunti (che poi ci riprova con respinta di Vitali), quella parata di Kanoute e soprattutto un colpo di testa rovesciato di Giraudo a fil di palo. Troppo poco per impensierire il Rimini compatto ed abile a gestire la situazione senza particolari problemi. E il Perugia chiude tra i fischi, ancora una volta, vedendo gli spettri dell’ultimo posto e della retrocessione diretta, ad aleggiare spaventosamente sul suo destino.
Perugia – Rimini 0-1
PERUGIA (4-2-3-1): Gemello; Calapai (16′ st Giraudo), Nwanege, Tozzuolo, Megelaitis; Giunti, Terrnava (8′ st Bartolomei); Manzari (28′ st Tumbarello), Matos, Kanoute; Ogunseye (16′ st Montevago). A disp.: Moro, Vinti, Yabre, Calzoni, Rondolini, Broh, Joselito, Torrasi, Bacchin, Ciani. All.: Braglia
RIMINI (3-5-2): Vitali; Lepri, Bassoli (12′ st Bellodi), Longobardi; Moray, Leoncini (33′ st Asmussen), De Vitis (8′ st Fiorini), Piccoli, Falasco (33′ st Petta); Capac (8′ st Boli), D’Agostini. A disp.: Gagliano, De Luca, Contaldo, Lopes, Madonna, Rubino. All.: D’Alesio
ARBITRO: Mario Picardi di Viareggio (assistenti Romagnoli-Signorelli, IV ufficiale Dini, FVS Bracaccini)
MARCATORI: 26′ pt Lepri
NOTE: Spettatori 2902. Ammoniti Falasco (R). Recupero pt 1′, st 6′


