di Gordon Brasco
Ondivago, altalenante, precario…purtroppo non ci stiamo allenando con il dizionario per una partita a «Scarabeo» ma sono solo alcuni dei commenti dei critici in sala dopo la visione dell’ultima fatica di Rodrigo Cortés. Il regista di Buried – Sepolto (del 2010) firma un film poco convincente, a tratti originale, ma rovinato da una seconda parte della storia che stentiamo a riconoscere come figlia della mano del regista galiziano.
Male De Niro Per rimanere in tema di giochi potremmo fare quello del «Mi piace» e «Non mi piace» iniziando dal cast: sicuramente ci è piaciuta Sigourney Weaver attrice di lunga esperienza che fino a quando la storia glielo permette tiene le redini degli avvenimenti ben saldi in mano tamponando con piglio da grande interprete tutte le pecche della narrazione. Non ci è piaciuto Robert De Niro che sta seppellendo tutto quello che di magnifico ha fatto nel passato con interpretazioni agghiaccianti. L’attore italo-americano è vittima di se stesso e nel tentativo di replicare quella sua peculiare attitudine nella caratterizzazione dei personaggi finisce per esagerare, rendendoli quasi caricaturali.
Storia con buoni spunti Ci è piaciuta l’idea di base dello script: sebbene non originalissima la storia concede spunti molto interessanti soprattutto perché poggia su domande su cui tutti noi prima o poi ci siamo impantanati «esiste l’aldilà?» o «c’è qualcosa che la razionalità umana non può spiegare?», ovvio quindi che sia più facile per lo spettatore sentirsi coinvolto dagli eventi. Non ci è piacito lo svolgimento della storia: l’intreccio degli accadimenti che porteranno i protagonisti, dopo trent’anni di ricerche infruttuose, a confrontarsi finalmente con qualcosa di veramente inspiegabile risulta troppo lento ed è un vero peccato, sarebbe bastato creare un’atmosfera più angosciante con un ritmo più serrato per ottenere un risultato ben diverso. Dal punto di vista stilistico c’è piaciuta la caratterizzazione «autunnale» della fotografia dai toni soffusi e avvolgenti e salviamo anche il finale che cerca di rattoppare come meglio si può alcuni svarioni della storia fin troppo vistosi.
Non vale la pena Insomma vale la pena spendere dei soldi per questo Red Lights? Secondo noi NO. Il film di per se non è da buttare anzi ha dei buoni spunti, una Sigourney Weaver in gran forma e una fotografia non molto varia ma interessante, però ci sono troppe cose che non funzionano: un andamento troppo lento, un susseguirsi degli eventi altalenante quasi che il regista non avesse ben chiaro come indirizzare la storia e infine un Robert De Niro che è solo l’ombra del grande attore che fu. E poi se proprio volete vedere un film su scienziati che si interrogano sul paranormale c’è il nostro Albertone nazionale con Sono un fenomeno paranormale (Sergio Corbucci del 1985), non lo trovate al cinema ma almeno vi fate due risate.
Un film di Rodrigo Cortés. Con Cillian Murphy, Sigourney Weaver, Robert De Niro, Toby Jones, Joely Richardson. Thriller, durata 113 min. USA, Spagna 2012. 01 Distribution.
Trama: La dottoressa Margaret Matheson e il suo collaboratore, Tom Buckley sono i più famosi investigatori di fenomeni paranormali. Scettici per professione, hanno smascherato decine di falsi lettori del pensiero, di cacciatori di fantasmi, e di guaritori. Ma quando il leggendario sensitivo non vedente Simon Silver riappare dopo un’assenza di 30 anni, Matheson, sua impavida avversaria di un tempo ha paura e consiglia a Buckley di farsi da parte. Buckley invece è deciso a smascherare Silver.
Perugia
Gherlinda: 16.55 19.25 21.55
Uci Cinemas Perugia: 17.25 19.50 22.30
Terni
Cityplex Politeama Lucioli:
The Space: 15.40 17.55 20.15 22.35


