di Gordon Brasco

Doveva essere il film d’esordio di Matt Damon alla regia, doveva essere anche un film di denuncia che puntava a emozionare il pubblico per farlo appassionare alla storia…doveva dicevamo, perché questo Promised Land di promesse ne aveva fatte molte ma quasi tutte disattese. Alla regia dopo il forfait di Damon è stato chiamato un regista di fiducia dell’attore nato a Cambridge l’8 ottobre 1970, ovvero Gus Van Sant che con il titolo Will Hunting – Genio ribelle (del 1997) gli fece vincere il suo primo e unico (per ora) Oscar. Ed è qui che il tutto si complica, perché Van Sant si applica ma non fino in fondo, probabilmente perché la storia non lo convince del tutto, chissà…sta di fatto che il risultato del suo impegno su pellicola risulta scialbo, anonimo, quasi accademico, fatto cioè più come compitino che per vera passione.

Finale da bocciare Per due terzi del film non ci sono particolari scossoni a rivitalizzare la storia, tutto fila liscio in modo fin troppo semplice, quasi didascalico, come se ci si rivolgesse a un pubblico stordito appena uscito da una centrifuga di una lavatrice. Poi si arriva al finale che, lasciatecelo dire, «incasina» tutto: forse in preda a un mistico fuoco interiore o a una possessione demoniaca lo sceneggiatore s’inventa una trovata assolutamente geniale ma anche una chiusura della storia decisamente patetica che distrugge in un colpo solo tutto quello che di buono si era faticosamente messo insieme fino a quel momento ed è un vero peccato, perché l’idea che d’un colpo getta tutta una nuova luce sull’intera vicenda aveva avuto il merito di risollevare un film piuttosto banale, ma il finale è da bocciatura secca e senza appello.

Damon sottotono Matt Damon non è al massimo della forma, forse la recitazione sconta la delusione di aver dovuto abbandonare il progetto della regia del film, non lo sappiamo, ma quello che vediamo è una performance sottotono ma comunque dignitosa. Insomma vale la pena spendere dei soldi per questo film? Secondo noi dipende: sì se state cercando un titolo senza pretese, qualcosa che vi faccia sfangare la serata e che abbia in cartellone pure un bel ex premio Oscar, no se invece siete alla ricerca di un film drammatico che abbia del patos e soprattutto un finale che non insulti la vostra intelligenza. Lo ripetiamo: il film non è da buttare, scorre via lento come un rivoletto d’acqua in estate ma le uniche due cose per cui lo ricorderete saranno verso la fine: la prima è la «trovata geniale» che getta una luce del tutto nuova sull’intera vicenda, la seconda cosa è un finale da cerebrolesi che vi deluderà a morte. Come nota di colore vi ricordiamo che nella locandina leggerete anche «Il film che la lobby dei petrolieri voleva boicottare»: si vede che la lobby dei petrolieri ha dei critici cinematografici davvero bravi.

Un film di Gus Van Sant. Con Matt Damon, John Krasinski, Frances McDormand, Rosemarie DeWitt, Scoot McNairy. Drammatico, durata 106 min. USA 2013. Bim.

Trama: Steve Butler è un rappresentante che, insieme alla partner Sue Thomason, è stato inviato in una cittadina di campagna per concludere un importante affare fondamentale per l’espansione dell’azienda. La cittadina è stata colpita duramente dalla recessione e gli abitanti sono felici di accettare la proposta economica nella speranza di risollevare l’economia locale. Quello che sembra un lavoro facile diventa, però, sempre più complicato a causa delle obiezioni di un insegnante locale molto rispettato e di un gruppo di agricoltori.

Perugia
Gherlinda: 16.55 19.25 21.55
Uci Cinemas Perugia: 17.25 20.00 22.30

Terni
Cityplex Politeama Lucioli: 16.00 18.00 20.35 22.35
The Space: 17.40 20.05 22.35

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