di Cri. Map.
Le comunità di diverse nazionalità al centro delle feste di quartiere del Comune.
L’evento è Perugia&friends International, ovvero la festa di quartiere dei popoli e delle culture che si svolgerà da venerdì a domenica in piazza del Bacio.
La piazza Il programma comprende spettacoli musicali, balli tradizionali e performance artistiche, tavole rotonde, gastronomia in un viaggio alla scoperta dei sapori che caratterizzano diverse culture e workshop e attività interattive concepiti come opportunità per imparare e partecipare attivamente. Il periodo scelto non è casuale. A raccontare la prima edizione dell’evento, martedì alla sala della Vaccara, l’assessore alla Partecipazione Gabriele Giottoli, il sindaco Andrea Romizi, il suo vice Gianluca Tuteri e l’assessore all’Urbanistica Margherita Scoccia.
L’obiettivo Tre giornate nel quartiere con l’obiettivo di, ha spiegato Giottoli, «creare un ambiente accogliente e inclusivo che valorizzi la diversità culturale e offra opportunità di crescita e integrazione sia per i migranti sia per la comunità ospitante». La scelta della data non è casuale, come ha spiegato Tuteri. «Il 10 dicembre di 75 anni fa e stata siglata la dichiarazione universale dei diritti umani. Piazza del Bacio diventerà un simbolo della famiglia umana di cui si parla nel preambolo di quel documento». Per l’assessore Scoccia «l’iniziativa dimostra come a Fontivegge sia in atto uno sforzo che va oltre la riqualificazione degli spazi pubblici».
Appuntamenti Durante la tavola rotonda di domenica 17 dicembre sarà effettuato un sondaggio per capire quali sono i bisognosi dei migranti che approdano nella nostra città in termini di servizi e di reti di assistenza e conforto. Sabato alle 15.30 l’evento speciale “We are the world”: un coro formato da 200 bambini degli istituti comprensivi del territorio che proporrà canti natalizi. «Stiamo cercando, attraverso investimenti mirati – ha sottolineato Romizi – , di migliorare la qualità della vita in diversi quartieri, tra cui Madonna Alta, Fontivegge, Ponte San Giovanni e, a seguire, anche San Sisto. Abbiamo sempre avuto chiaro, sin dalla scorsa consiliatura, che l’area della stazione avrebbe richiesto un impegno continuo per farne, come avevamo immaginato, un luogo per i giovani, la formazione e l’innovazione anche sociale».
