Bernardino Sperandio è il nuovo presidente del Consiglio di amministrazione del Laboratorio di diagnostica per i beni culturali di Spoleto. Il restauratore ed ex sindaco di Trevi è stato individuato dall’assemblea dei soci che ha rinnovato il board dell’istituzione culturale. Alla seduta hanno partecipato il vicepresidente della Regione Tommaso Bori, il sindaco di Spoleto Andrea Sisti e il direttore del Dipartimento di Chimica, biologia e biotecnologia dell’Università di Perugia il prof Aldo Romani.
Sperandio prende il posto dell’avvocato Marina Balsamo, che negli ultimi tre anni ha presieduto il Laboratori di diagnostica di Spoleto. Resta nel Cda, invece, la storica dell’arte Vittoria Garibaldi, mentre al posto della commercialista Maria Chiara Sordini entra il prof ordinario dell’Università di Perugia Filippo De Angelis.
Una nota della Regione ricorda «l’attività di ricerca degli ultimi anni del Laboratorio, che ha conseguito risultati di risonanza internazionale, come la scoperta del blu egizio nell’affresco di Raffaello “Il Trionfo di Galatea” a Villa Farnesina, frutto di indagini non invasive commissionate dall’Accademia nazionale dei Lincei per il Cinquecentenario della morte del maestro urbinate».
Tuttavia «nei prossimi giorni» è attesa la «consegna di un’imponente ricerca sui materiali e sulle tecniche dei dipinti del Perugino, legata al progetto “Luce e colore del Rinascimento umbro” (2021-2024)», è scritto sempre in una nota della Regione, che indica come «obiettivo principale del nuovo mandato» del Cda presieduto da Sperandio la «trasformazione del Laboratorio in una struttura sempre più agile, aperta verso il territorio e a stretto contatto con la comunità scientifica, a costante supporto delle attività di tutela e salvaguardia del patrimonio artistico e monumentale».
Bori ha quindi «confermato per la Regione il pieno sostegno al centro di ricerca fondamentale non solo per i musei regionali, ma come vero e proprio polo d’innovazione scientifica», mentre il sindaco «ha ribadito l’importanza di dare continuità alle attività del Laboratorio, che opera a Spoleto dal 2007, consolidando la secolare tradizione della città nel campo del restauro storico, artistico e architettonico». Il direttore Romani, infine, «ha garantito che il rapporto di collaborazione nei progetti di ricerca scientifica tra l’Università e il Laboratorio sarà ulteriormente incrementato».
