Un Aper Myrtatvs super cremorem cvcvrbitae con aggiunta di polvere di petali di rosa (bocconcini di cinghiale marinati al mirto su crema di zucca), ma anche l’antenato del crème caramel, il Panis mellitvs cvm Globis, ivre persorvm et tyropatina, immersi tra personaggi in costume e in una spettacolare scenografia di villa imperiale. E’ la magica atmosfera che si sono trovati a vivere i fortunati presenti all’anteprima di Hispellvm 2026 andata in scena nella sera di mercoledì 22 luglio con la “Cena Imperiale. Alla mensa dei Romani”.

Nella magnifica Villa Fidelia, antico santuario federale degli Umbri legato alla figura dell’imperatore Costantino e del celebre Rescritto da lui dedicato agli Hispellates, un suggestivo convivio spettacolo, con grandiosa scenografia da banchetto imperiale, ha intrecciato ai sapori del celebre gastronomo romano Apicio, le memorie della Spello costantiniana. A cucire tutto l’impeccabile regia di un racconto scenico, con personaggi in costume e recitationes della Compagnia Teatrale Hispellvm diretta da Paolo Gramaccioni, danze – Elena Meaceddu – e giochi di fuoco. Proprio come l’imperatore chiedeva, lvdi scaenici e gladiatorii, ma anche carmi di Orazio, Marziale, Catullo.

Oltre cento le persone che hanno accolto l’invito a sedersi alla tavola dell’imperatore, a cominciare dal primo cittadino di Spello Moreno Landrini, dal presidente della Fondazione Perugia Alcide Casini, insieme a molte altre personalità giunte da varie parti d’Umbria come la vicesindaca di Scheggia e Pascelupo Mariella Facchini e il sindaco di Sassoferrato Maurizio Greci.  

Intensa la suggestione e l’atmosfera da antica villa romana creata dalla scenografia curata dall’architetto Giovanni Bianconi, allestita, con bellissima vasca d’acqua al centro, nel cuore dei giardini della Villa, nell’area del Piccolo Teatro, magicamente illuminata da sole fiaccole e lanterne. A riportare ai palati contemporanei le ricette di Apicio, lo chef Francesco Panfili con la consulenza storica di Daniele Falchi, accademico della Cucina Italiana. Dalla Gustatio (i nostri antipasti) alla Commissatio et Apophoreta (fine cena e dono per gli ospiti), passando per le Primae Mensae (piatti principali) e le Secundae Mense (dolce) e bevendo Mvlsvm (vino speziato con frutta e fiori), i piatti hanno svelato a chi c’era nuovi orizzonti del gusto, sapori lontani, accostamenti insoliti da scoprire in una sorprendente esperienza archeofood.

Grande soddisfazione è stata espressa dall’Associazione Hispellvm guidata dal presidente Sandro Vitali: “Avevamo un obiettivo. Far rivivere le antiche vicende del luogo dove oggi sorge Villa Fidelia. Una storia legata a doppio filo alla figura dell’imperatore Costantino. Non a caso il celebre Rescritto che porta il suo nome è stato rinvenuto proprio in questa area. Ricreare l’ambiente di un banchetto imperiale è stato un impegno enorme. Il successo di questa serata ci dice però che siamo sulla strada giusta. E lo dobbiamo a tantissimi, a tutti coloro che non finirò mai di ringraziare”. Ringraziamenti sono stati rivolti al Comitato Scientifico Hispellvm, con il presidente onorario prof. Giorgio Bonamente, la consulenza storica di Sabina Guiducci e Giulia Vitali, e poi i tanti volontari e volontarie “che mettono passione, energie, capacità e tempo al servizio di questa nostra meravigliosa storia – ha proseguito Vitali -. Molte altre novità giungeranno con l’edizione Hispellvm 2026 dal 27 al 30 agosto”.

Prima del convivio introduzione storica dell’archeologa Sabina Guiducci, mentre a introdurre i piatti, anche durante il convivio, Daniele Falchi. Poi, sul passo elegante di giovani ancelle in costume, l’atteso arrivo dei piatti, scoperti e subito amati dai commensali, dai nomi curiosi e misteriosi. Come l’Isicia de cammaris cvm ivre de beta, e la Lagana cvm ivre croceo, in perfetto equilibrio tra le atmosfere, il gusto e la raffinatezza di una cena imperiale sotto le stelle, in una cornice magnifica e dalla storia antica.    

Risultato quindi, una convivio-spettacolo ispirata all’imperatore Costantino e al Rescritto che dedicò agli Hispellates, prezioso documento lapideo del 333 d.C. conservato oggi nel Comune di Spello. È lì che si legge come l’imperatore concesse agli spellani, e alla popolazione umbra, di riunirsi nel santuario federale di Spello – appunto Villa Fidelia – per le cerimonie sacre e per celebrare ludi scenici e gladiatorii. Unica condizione, edificare un magnifico tempio dedicato alla Gens Flavia della famiglia imperiale. E così avvenne. E questa storia affascinante ha scandito la cena nelle sue varie fasi.

L’Associazione Hispellvm si conferma realtà impegnata nella diffusione di conoscenze e nell’organizzazione di eventi volti a valorizzare la storia romana della Splendidissima Colonia Iulia, come si chiamò la Spello di età augustea. L’iniziativa a Villa Fidelia è arrivata dopo quella di aprile, curata sempre dal Comitato Scientifico Hispellvm, che ha visto un seminario itinerante che da Spello è arrivato al Lago Aiso di Bevagna e poi al Tempietto sul Clitunno. Un’occasione per conoscere storia e archeologia di un territorio più ampio dalle strette relazioni con la Spello romana.

Quella volta la proposta si è spinta però oltre i confini del borgo, fino ad abbracciare le aree archeologiche della Valle Umbra Sud, ovvero quei territori con cui al tempo si intessevano relazioni. Un viaggio – nel vero senso della parola – alla scoperta del Culto delle acque in Valle Umbra, dall’Epoca Repubblicana all’Età Tardo Antica, dal Lago Aiso di Bevagna, al Tempietto sul Clitunno. L’obiettivo, oltre ad approfondire la conoscenza del territorio, in questo caso è anche quello di costruire relazioni e magari pure progetti tra realtà e comuni, come Spello, Bevagna e Campello sul Clitunno, che dovrebbero sempre più lavorare in sinergia per ampliare le loro potenzialità anche dal punto di vista turistico.  

Siamo grati ai Comuni di Bevagna e Campello per l’entusiasmo con cui hanno accolto l’idea di incontrarci sulle tracce della nostra comune storia – aveva dichiarato Irene Falcinelli responsabile dell’organizzazione del seminario -. Un’occasione di dialogo, di scoperta di vicende comuni che hanno reso questi nostri territori quello che oggi sono. Ma soprattutto un’esperienza sulla quale costruire possibili itinerari da proporre anche alle scuole, primarie e secondarie”.

Il percorso è stato messo a punto dall’archeologo Andrea Petrillo con un obiettivo ben preciso: “Il tragitto percorre anche tratti di strada che ricalcano i due rami della Via Flaminia, proprio per osservare come il culto dell’acqua fosse fonte primaria di vita nella tradizione italica, e in particolare in Umbria. Una storia che dall’età romana repubblicana giungerà alla tardo-antica, in un salto temporale tra le due tappe di sette secoli che evidenzia un rito sostanzialmente immutato seppure già sincreticamente volto in senso cristiano”. E in particolare è proprio il Tempietto sul Clitunno a essere preziosissimo nel senso del cambiamento “poiché incarna – prosegue Petrelli – il trapasso del culto religioso “fotografato” nel momento esatto della metamorfosi”.

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