«Sono parecchi anni che i volontari dell’Ada Umbria, l’associazione diritti anziani, prestano servizio di accoglienza, informazione e orientamento ai cittadini, insieme ad Auser e Anteas nei principali punti di accesso dell’ospedale di Perugia» spiegano in una nota il segretario generale Uilp Elisa Leonardi e il presidente di Ada Umbria Luciano Taborchi».

I tagli Un servizio che ha sempre trovato il più ampio consenso dei cittadini che spesso sono in difficoltà a destreggiarsi tra i tanti ambulatori e corridoi dell’ospedale del capoluogo e che costituisce la prima cartina di tornasole sulla qualità che può offrire il complesso ospedaliero. «Inoltre i volontari – sottolineano – sono anche recettori e ammortizzatori del disorientamento, malumori e insoddisfazioni che tanti cittadini lamentano per i ritardi e carenze del servizio pubblico. I sindacati e le associazioni di volontariato hanno da sempre proposto e sostenuto queste tipologie d’impegno volontario, che rientrano tra le attività previste dai piani socio-sanitari regionali e fanno parte delle strategie per l’invecchiamento attivo».

Il ridimensionamento. Da mesi, in previsione della scadenza della convenzione per detti servizi, le tre associazioni di volontariato avevano chiesto un incontro con la direzione dell’azienda ospedaliera per discutere il rinnovo e l’estensione delle attività di accoglienza ad altri punti di accesso dell’ospedale. «Invece l’azienda, con atto unilaterale, senza alcun confronto preliminare con le associazioni e neppure con le organizzazioni sindacali – continua la nota – , ha dimezzato a partire dal mese di settembre il servizio di accoglienza offerto dai volontari e ad agosto ha convocato le tre associazioni solo per comunicare la decisione assunta. Abbiamo chiesto alla direzione ospedaliera un incontro per discutere di quella scelta, ma ad oggi non è giunta alcuna convocazione. Da settembre, quindi, il servizio di accoglienza, informazione e orientamento offerto dai volontari è presente solo in un punto di accesso all’ospedale di Perugia». 

L’appello. Sindacati e l’associazione sottolineano, quindi, l’utilizzo del volontariato per una serie di servizi consente di abbattere i costi e dirottare le risorse su quelle che sono le vere emergenze. «Nel caso dell’ospedale perugino e della sanità pubblica in genere le criticità sono le lunghe ore di attesa ai pronto soccorso, i letti dei pazienti nei corridoi, l’impossibilità di prenotare le visite specialistiche, gli interventi chirurgici programmati per tempi sempre più lontani, il mancato abbattimento delle liste di attesa e i lunghi spostamenti quando si riesce ad ottenere un’analisi clinica o una visita specialistica.  Il taglio operato dall’azienda ospedaliera è, purtroppo, un’ulteriore dimostrazione della scarsa considerazione che si ha verso il buon funzionamento dei servizi e del decadimento del servizio sanitario pubblico nella nostra regione». E, poi, la domanda alla direzione dell’azienda ospedaliera e l’assessore regionale alla Sanità: “Il volontariato è una risorsa da utilizzare il più possibile per potenziare e migliorare la qualità dei servizi offerti alla collettività? Oppure è un di più, di cui fare a meno, come è dimostrato dal taglio operato all’ospedale di Perugia?».

La replica. A rispondere al sindacato e all’associazione una nota stampa dell’azienda ospedaliera dove si precisa che «la rimodulazione del servizio di accoglienza è stato condivisa in un incontro, avvenuto ad agosto con le associazioni interessate». Sul rinnovo della prestazione, l’azienda ospedaliera sottolinea come «tutte e tre le associazioni (ADA Umbria, AUSER, ANTEAS Perugia Odv), con e-mail acquisite agli atti della Direzione Economato e Servizi Alberghieri hanno confermato la disponibilità alla prosecuzione dell’accordo di convenzione. Il rinnovo della convezione alla luce della nuova rimodulazione del servizio di accoglienza è stato firmato a settembre 2023». Articolazione del servizio, come spiegato che può essere modificata qualora intervengano esigenze diverse.
La Direzione aziendale sottolinea come l’articolazione del servizio possa essere modificata, in accordo con le associazioni interessate, qualora intervengano ulteriori e diverse esigenze. Il servizio di orientamento al cittadino rimane comunque garantito con una postazione presente al Cup centrale (blocco P) mentre all’ingresso principale è invece presente il servizio di portierato. «La direzione aziendale – conclude la nota – crede fortemente nel valore del volontariato e ringrazia tutte le associazioni che quotidianamente supportano ospedale, reparti e pazienti».

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