La struttura che ospiterà la Casa di comunità (foto U24)

I fondi Pnrr per la realizzazione della Casa di comunità all’interno della Nuova Monteluce, a Perugia, sono a rischio ma in ogni caso la Regione assicura che sarà portata a termine con «risorse economiche alternative». A dirlo è stata giovedì la presidente della Regione, Stefania Proietti, rispondendo a un’interrogazione dell’opposizione sul disgraziato cantiere perugino che, stando a quanto annunciato nei mesi scorsi, dovrebbe essere portato a termine entro marzo.

L’iter In Aula Proietti ha ricostruito l’iter amministrativo e le criticità emerse, spiegando che il progetto definitivo della Casa di comunità è stato approvato solo nell’ottobre 2024, con un ritardo accumulato di circa tre anni rispetto ai tempi originari del Pnrr. Nel gennaio 2025 è stato poi stipulato il contratto di appalto integrato e il 25 febbraio sono stati consegnati i lavori. Da quel momento, ha riferito la presidente, la Usl Umbria 1 ha più volte sollecitato l’impresa, arrivando a emettere «6 ordini di servizio e 20 verbali del coordinatore della sicurezza».

Gli impegni Proietti ha aggiunto che l’appaltatore, selezionato tramite Invitalia, ha trasmesso un nuovo cronoprogramma confermando l’impegno a concludere i lavori nei tempi previsti e che, nei mesi successivi, il cantiere è stato seguito in modo costante dal coordinatore della sicurezza. Il problema è che, com ha ricordato Proietti, il ministero della Salute ha ribadito come la data di conclusione dei lavori resti fissata a marzo 2026 e non possa essere ulteriormente rinviata. Che il cantiere possa essere concluso entro quella data sembra difficile.

Tutela Di fronte alle inadempienze già riscontrate, la presidente ha spiegato che la Usl Umbria 1 si riserva ogni azione di tutela nei confronti dell’impresa, compresa la richiesta di risarcimento dei danni nel caso in cui gli impegni non vengano rispettati. La Regione, ha concluso Proietti, considera la Casa di comunità di Monteluce un’opera strategica e «verrà in ogni caso portata a compimento anche se la ditta si rivelasse completamente inadempiente, recuperando risorse economiche alternative al Pnrr».

L’interrogazione Con l’interrogazione, presentata da Nilo Arcudi (Tp-Uc), Andrea Romizi (Forza Italia) e Donatella Tesei (Lega), si chiedeva alla giunta di chiarire le cause reali dello stallo del cantiere, quali iniziative siano state prese nei confronti dell’impresa appaltatrice per far ripartire i lavori e se esista un nuovo calendario credibile che consenta di rispettare le scadenze del Pnrr. I consiglieri hanno inoltre sollecitato la Regione a indicare un piano alternativo nel caso in cui l’impresa si dimostrasse inadempiente, per evitare il definanziamento dell’opera e garantirne comunque la realizzazione, anche attraverso la risoluzione del contratto e un nuovo affidamento. Nella replica, Arcudi ha affermato che la risposta della giunta conferma le preoccupazioni dell’opposizione e certifica il rischio di non riuscire a utilizzare i fondi Pnrr destinati alla struttura. Pur parlando di una sconfitta per tutti, il consigliere ha comunque riconosciuto come positivo l’impegno assunto dalla Regione a completare l’opera, anche al di fuori del perimetro dei finanziamenti europei.

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.