di Gordon Brasco
Woody Allen ha sempre giocato a fare il mago, sia davanti che dietro la telecamera, e molti suoi film raccontano di magie o prodigi fantasiosi come se la sua grande aspirazione fosse quella di essere riconosciuto non tanto come un grande regista-attore ma piuttosto come un fenomenale illusionista. Ma come tutti i maghi ci sono numeri che riescono meglio e altri che proprio non vanno e questa ennesima storia di «magia» è tra quest’ultime, dopotutto Allen ci ha abituato ad alti e bassi lavorativi soprattutto quando a fare da sfondo alle sue storie è il vecchio continente che decisamente non porta bene all’attore newyorkese. Così entriamo in sala come condannati sul patibolo e ci sciroppiamo questa storiella un po’ noiosa e grigia, dove Colin Firth risulta simpatico come un mal di denti e Emma Stone è scialba come un risotto al burro, colpa di un copione assurdamente artefatto, con battute così innaturali che stroncano ogni naturalità e costringono gli attori a rimanere chiusi in dei personaggi senz’anima incapaci di emozionare il pubblico. A volte la storia di colpo si rianima illudendo lo spettatore di un qualche cambio di passo capace di riportare il film su un livello più vivace, ma sono solo fuochi di paglia, «magie» che lasciano l’amaro in bocca per la sensazione di essere di fronte a una sceneggiatura che forse poteva davvero sbocciare in qualcosa di divertente e piacevole se solo il regista fosse stato in animo di provarci.
Stanchezza Insomma vale la pena spendere dei soldi per questo film? Secondo noi no: non siamo ai livelli terribili di «To Rome with Love» (film del 2012 scritto e diretto da Woody Allen) ma poco ci manca. Questo quarantasettesimo lavoro (l’ottavo girato in Europa) non sarà certo ricordato tra i capolavori del genio newyorkese che mai come negli ultimi anni alterna film azzeccati a pellicole poco più che guardabili, sarà la mancanza di idee originali? No, perché questo «Magic in the Moonlight» presenta molti spunti interessanti…e allora? Allora forse si tratta di stanchezza, d’incapacità di intraprendere strade nuove come invece sembrava naturale fare nel passato ed è un peccato perché i grandi registi non subiscono le ingiurie del tempo che passa, anzi, ne sono stimolati per proporre sempre nuovi punti di vista; basti pensare al lavoro di Clint Eastwood per farsene una ragione. Perciò se amate il migliore Allen e siete fan di Colin Firth, beh lasciate perdere, vi risparmierete la delusione di un film mediocre.
Un film di Woody Allen. Con Eileen Atkins, Colin Firth, Marcia Gay Harden, Hamish Linklater, Simon McBurney. Commedia, durata 98 min. Francia, USA 2014. Warner Bros Italia.
Trama: L’illusionista inglese Stanley, più noto nell’ambiente come Chung Ling Soo, viene inviato nel Sud della Francia per aiutare la famiglia a risolvere un mistero. Una giovane donna di nome Sophie afferma di avere poteri pischici e sta conquistando tutti i ricchi del luogo con le sue abilità. Stanley si reca in Francia per dimostrare che Sophie sta mentendo, ma dopo averla incontrata comincia anche lui a credere nei suoi poteri.
Perugia
Gherlinda: 15.10 / 17.30 / 19.50 / 22.10
Uci Cinemas Perugia: 17.30 / 19.45 / 22.15
Foligno
Multisala Clarici: 17.30 / 20.00 / 22.30
Terni
The Space: 15.10 / 17.30 / 19.50 / 22.10
