di Gordon Brasco

La cosa più triste dei film brutti non è tanto il denaro buttato nel realizzarli ma piuttosto il tempo che vi ruberanno: nel nostro caso se consideriamo una media di visione di sei film la settimana per cinquantadue settimane fa trecentododici pellicole di cui solo una ventina da considerare «raccomandabili». Il resto si divide in «vedibili», «invedibili» e «cagate pazzesche», questo fa circa ventiquattro giorni (584 ore per essere precisi) buttati nel guardare cose che la storia seppellirà sotto centimetri di polvere destinandole a un meritato oblio. Muccino contribuisce con ben 105 minuti a questo insalubre calcolo, costringendoci alla visione del suo ennesimo film inutile, autocelebrativo (di cosa solo Muccino lo sa), dalla trama spenta, adatto a un canale pay americano di quart’ordine di quelli, tanto per intenderci, in cui per pubblicità passano un tizio che affetta lattine di Cocacola con un coltello dalla lama dichiarata indistruttibile. Silvio Muccino si piace un sacco ma tra il piacersi e il farsi piacere ci passa un oceano…non basta studiare negli States per fare un buon film, né prendere lezioni di dizione, non basta neppure assoldare un ottimo team per la fotografia e il montaggio se poi la sceneggiatura fa acqua.

Mediocre Questo «Le leggi del desiderio» è un volo mancato, un mediocre esercizio di stile che pone più domande di quante risposte sia in grado di dare;  al punto che in qualche passaggio della storia vi verrebbe da alzarvi e gridare «Ma che cavolo state dicendo?», perché certe incoerenze narrative saranno pure sfuggite al Mucccino regista ma non al pubblico in sala. Belle le musiche e il tentativo di presentare una narrazione veloce ma è tutto qui: roba che il filmino delle nozze di vostra zia a Camaldoli vi sembrerà alla stregua di un Kubrick qualunque. Chiude questa tragica pellicola un finale rattoppato dai peggiori stereotipi. Un happy end all’americana. Insomma vale la pena spendere dei soldi per questo film? Secondo noi no: non neghiamo che ci siano degli evidenti miglioramenti nello stile di Muccino, ma stiamo ancora parlando di opere malferme, dalla trama incoerente e mediocre, con dialoghi che a volte sconfinano nel surreale. Va bene sperimentare nuove forme di regia e che tutto contribuisce alla propria crescita come artista, ma siamo un po’ stanchi di aspettare Muccino…caro Silvio il futuro è adesso, o ti decidi a tirar fuori qualcosa che valga la pena di essere visto o tu ci devi indietro centocinque minuti della nostra vita.

Un film di Silvio Muccino. Con Silvio Muccino, Nicole Grimaudo, Maurizio Mattioli, Carla Signoris, Luca Ward. Commedia, durata 105 min. Italia 2015, Medusa.

Trama: Giovanni è un eclettico trainer motivazionale che per dimostrare le sue teorie accetta una grande sfida: portare tre fortunate persone dalle stalle alle stelle, farle arrivare al successo nonché alla realizzazione dei loro desideri più reconditi. Lusso? Potere? Piacere? Amore? Tutto. Solo che con Matilde, una dei suoi tre allievi, l’incontro prenderà una via inaspettata che cambierà le carte in tavola.

Perugia
Gherlinda: 16.50 / 19.20 / 21.50
Uci Cinemas Perugia: 17.20 / 19.50 / 22.20

Foligno
Multisala Clarici: 17.30 / 20.30 / 22.30

Terni
The Space:  15.00 / 17.25 / 19.55 / 22.25

One reply on “«Le leggi del desiderio», da Silvio Muccino un mediocre esercizio di stile dalla trama incoerente”

  1. …… o ti decidi a tirar fuori qualcosa che valga la pena di essere visto o
    tu ci devi indietro centocinque minuti della nostra vita.

    my god che recensione!!!io ho visto il film e non ho buttato via il mio tempo,e così le persone che erano con me,il film è recitato bene,ha un buona colonna sonora ,e qui siamo d’accordo,e c’è una buona idea di fondo…non so quali sono le tue…..chissà ultimamente che film italiani hai visto che ti hanno soddisfatto….stendo un velo pietoso

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