di Gordon Brasco

«Siate affamati. Siate folli», recitava Steve Jobs ai ragazzi della Stanford University, noi vorremmo invece dire agli sceneggiatori «Siate originali, siate interessanti». Se lo scopo di questo film era quello di far emergere le contraddizioni insite nella figura del fondatore della Apple allora mettetevi l’anima in pace perché per due ore l’unica contraddizione su cui metterete gli occhi è: come è possibile fare un film così grigio sopra uno dei personaggi più geniali dei nostri tempi? A parziale discolpa del lavoro di Joshua Michael Stern c’è il fatto che questo film sarebbe dovuto passare solo in tv e invece nel tentativo di raggranellare quanti più soldi possibile, dopo le prime critiche non proprio esaltanti, eccolo finire nelle sale di tutto il mondo. Tutto è orchestrato in modo approssimativo e banale con flashback ideati non tanto per mettere in luce i passaggi meno conosciuti della vita di Jobs ma piuttosto per ripercorrere il tutto come se si trattasse di un documentario sulla vita di Genghis Khan. Diciamo che è proprio questo il punto centrale e che delude maggiormente: tutti oramai conoscono più o meno la storia di Jobs, i suoi alti e bassi di carriera, la sua genialità, la sua rivalità con Bill Gates e la sua morte, eppure il regista non trova nessuno spunto interessante per coinvolgere lo spettatore, per stupirlo…tutto quello che fa è girare un filmetto rassicurante su l’ennesimo eroe americano cucendo tra loro pezzetti della sua vita ricamati ad arte come delle storie Harmony.

Grigio Non ci aspettavamo certo qualcosa di rivoluzionario ma non capiamo neppure come si sia potuti arrivare a una sceneggiatura così scialba, senza nessun approfondimento serio sul Jobs uomo e su come le sue disavventure giovanili lo abbiano formato e portato ad essere l’uomo che è stato. A peggiorare la situazione è la performance di Ashton Kutcher, così felice di assomigliare fisicamente all’ex guru della Apple da dimenticarsi di essere un attore. Tutto quello che fa per due ore infatti è passeggiare da una scena all’altra tronfio come un pavone in mezzo a delle galline. Insomma vale la pena spendere dei soldi per questo film? Secondo noi no: questo Jobs è la dimostrazione perfetta di come una storia potenzialmente interessante su un personaggio straordinario possa risultare completamente insignificante se chi la racconta punta sul banale invece che ai risvolti meno noti. È una specie di polpettone in salsa buonista, come se il regista non volesse macchiare il ricordo del defunto Steve con elementi scomodi, dimenticando che le librerie sono piene di biografie non autorizzate che hanno già fatto il «lavoro sporco». Siete fanatici della Apple? Adorate Steve Jobs e la sua controversia genialità? Non troverete in questo film niente di straordinario perciò aspettate che arrivi in tv, andare al cinema è tempo perso.

Un film di Joshua Michael Stern. Con Ashton Kutcher, Dermot Mulroney, Josh Gad, Lukas Haas, J. K. Simmons. Titolo originale Jobs. Biografico, durata 128 min. USA 2013. M2 Picture.

Trama: Biopic dedicato alla vita di Steve Jobs, dalla giovinezza hippie culminata in un lungo viaggio in India fino al culmine del successo in veste di CEO della Apple.

Perugia
Gherlinda: 16.35 19.20 22.05
Uci Cinemas Perugia: 17.00 19.50 22.35

Foligno
Multisala Clarici: 17.30 20.00 22.30

Terni
Cityplex Politeama Lucioli: 20.15 22.35
The Space: 19.30 22.20

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