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di Gordon Brasco

Il Texano dagli occhi di ghiaccio torna alla regia e lo fa scegliendo un genere, quello musicale, con cui ha da sempre un rapporto particolare. Come non ricordare Pink Cadillac (regia di Buddy Van Horn del 1989) o Honkytonk Man (regia dello stesso Eastwood del 1982) o le colonne sonore da lui stesso composte per numerosi suoi film, dimostrando una sensibilità musicale fuori dal comune. Il film in questione prende spunto da uno degli spettacoli di Broadway più longevi: sono ben dieci anni infatti che lo show basato sulla vita dei The Four Season calca le scene senza dimostrare cedimenti, almeno per quanto riguarda la vita teatrale perché non sempre portare sul grande schermo uno spettacolo musicale è un buon affare. Moltissimi ci hanno provato infilando flop mostruosi o critiche del tipo «la versione teatrale è meglio». Non entreremo in questa querelle ma ci limiteremo a sottolineare l’unico punto debole del film di Eastwood rispetto alla rappresentazione teatrale, ovvero l’aspetto commerciale. Broadway porta in scena uno spettacolo indirizzato a un target ben preciso, ovvero chi ha conosciuto in giovinezza i talentuosi ragazzi newyorkesi e ne apprezza ancora le musiche un po’ per la loro bellezza e un po’ per una questione nostalgica. Il cinema invece propone una storia a un pubblico mondiale che non solo potrebbe ignorare chi fossero i The Four Season (e quindi accogliere freddamente questo tuffo nel passato prettamente Usa) ma neppure essere disposti a sorbirsi due ore di musiche anni ’60, ovvio quindi che difficilmente ci troveremo di fronte a un successo planetario e a un consenso unanime di critica.

Biopic A noi il film non è dispiaciuto seppure non rientri in un genere a noi congeniale: la bravura di Eastwood è evidente anche in questo lungometraggio, e sebbene il regista americano ci offra un biopic, la storia è interessante anche per chi non ha una diretta memoria del gruppo musicale degli anni ’60, visto che la centralità del film è più sulla difficoltà del gruppo ad arrivare al successo piuttosto che alla sua celebrazione come star immortali. E questa drammatizzazione degli eventi lo rende una visione pressoché universale. Insomma vale la pena spendere dei soldi per questo film? Secondo noi dipende: la storia è una biografia di un gruppo musicale degli anni ’60 e per quanto si voglia non stiamo certo parlando di un film rivolto a tutti. Il ritmo è scandito dalle musiche del gruppo dei The Four Season e gli avvenimenti che li porteranno al successo in uno spaccato di storia americana che forse non è proprio nel bagaglio culturale europeo. Perciò se amate il genere e siete disposti ad ascoltare successi del passato seduti in poltrona non dovete far altro che fiondarvi al cinema…in tutti gli altri casi forse sarebbe meglio soprassedere: è un bel film è vero ma lento, poco interessante per chi non conosce il gruppo al centro del racconto e dalla recitazione di un cast buona ma non eccezionale.

Un film di Clint Eastwood. Con John Lloyd Young, Erich Bergen, Michael Lomenda, Vincent Piazza, Christopher Walken. Biografico, durata 134 min. USA 2014. Warner Bros Italia.

Trama: Versione cinematografica dell’omonimo celebre musical di Broadway che narra la storia di quattro giovanotti che provengono dalla parte sbagliata del New Jersey e si uniranno per formare il gruppo rock icona degli anni ’60, The Four Seasons. La storia dei processi e dei trionfi della band è accompagnata da canzoni che hanno influenzato una generazione, tra le quali “Sherry”, “Big Girls Don’t Cry”, “Walk Like a Man”, “Dawn”, “Rag Doll”, “Bye Bye Baby”, “Who Loves You”..

Perugia
Gherlinda: 16.00 / 18.55 / 21.50

Foligno
Multisala Clarici: 17.30 / 20.00 / 22.30

Terni
The Space: 16.30 / 19.20 / 22.10

Daniele Bovi Nato nel 1981, ha iniziato il suo lavoro di giornalista al Giornale dell’Umbria e La Voce di Perugia per poi passare, nel 2008, alla redazione di Umbrialeft prima di fondare due anni più tardi Umbria24 dove si occupa principalmente di temi legati all’attualità, alla politica e all’economia. Nel 2016 ha pubblicato «Tutta colpa di Boccali?», libro intervista all’ex sindaco di Perugia.