di Gordon Brasco
«Non può piovere per sempre» diceva Brandon Lee nel film Il Corvo (del 1994 diretto da Alex Proyas) che nel caso di Pedro Almodóvar sta a significare la fine del ciclo dei film tristi e cupi per il ritorno alla commedia. E non una commedia qualsiasi, ma proprio almodovariana in tutto e per tutto, quindi surreale, esagerata, coloratissima e provocatoria. Dalla prima scena all’ultima ritroviamo tutto il grande regista spagnolo che tanto abbiamo ammirato nel passato con tanto di cameo di Penelope Cruz e Antonio Banderas che smette per qualche istante i panni del mugnaio delle celeberrime merendine per ritornare tra le braccia del regista che lo ha lanciato. L’aereo di Almodóvar non è però solo risate ed eccessi, come in tutti i suoi film è ben presente la sottotraccia portante della storia che nasce come al solito da un’impietosa analisi della società in cui viviamo…la presenza del banchiere truffatore in fuga è l’icona del capitalismo moderno, figlio di quel sogno di ricchezza che aveva conquistato l’Europa e il mondo negli anni ’80 grazie a un boom economico e che ora resiste solo come inganno per la gente comune. Ma l’aereo stesso è una metafora: un ambiente forzosamente chiuso, in balia di pericoli invisibili ma reali che angosciano o vengono ignorati dai passeggeri non è altro che la situazione politica dell’occidente (ma più della vecchia Europa) pronta ad esplodere tra gli scandali politici e le sofferenze economiche di popoli oramai ridotti sull’orlo della miseria.
Spietato Ma se Almodóvar è così spietato nel mettere alla berlina le differenti disgrazie che affollano le nostre vite è altrettanto «buono» da indicarci anche una via di fuga, qualcosa che ci faccia dismettere queste pesanti maschere e catarticamente abbracciare un nuovo inizio, il volo appunto, la metafora del viaggio per eccellenza. Viaggiando e quindi tornando aperti alla condivisione con le altre persone, si riguadagna la possibilità di gettare via tutto quello che fino ad ora ci ha perseguitato: le paure, le angosce, gli eccessi. Forse non si torna del tutto liberi, ma più leggeri si, capaci così di guardare la vita con un sorriso o comunque con meno angoscia a farci compagnia. Ottima la performance di tutto il cast ma in particolare di Javier Camara, Raul Arevalo e Carlo Areces che indossano la divisa dei tre steward e riescono ad essere divertenti per tutti e 90 i minuti del film. Insomma vale la pena spendere dei soldi per questo film? Secondo noi si: è un film divertente, intelligente e arguto come solo Almodóvar sa creare, con una spiccata critica alla società attuale e a tutte le disgrazie che lo affollano. Bentornato alla commedia Pedro.
Un film di Pedro Almodóvar. Con Antonio de la Torre, Hugo Silva, Miguel Angel Silvestre, Laya Martí, Javier Cámara. Titolo originale Los amantes pasajeros. Commedia, durata 90 min. Spagna 2013. Warner Bros Italia.
Trama: Un eterogeneo gruppo di viaggiatori si ritrova in una situazione estrema su un aereo che sorvola Mexico City. Il pericolo e la paura della morte spingeranno le persone a prodursi in incredibili e colorite confessioni, unico modo per distrarsi dal pensiero della morte imminente.
Perugia
Gherlinda: 16.00 18.10 20.20 22.30
Uci Cinemas Perugia: 17.00 19.15 21.20
Zenith: 20.15 22.30
Foligno
Multisala Clarici: 18.00 20.30 22.30
Terni
Cityplex Politeama Lucioli: 16.00 18.00 20.35 22.30
The Space: 18.00 20.05 22.10
