di Gordon Brasco

Proviamo a vederla così: se vi è piaciuto Cast Away non potrete non apprezzare questo Flight. Non a caso infatti sempre di Robert Zemeckis si tratta, regista dagli schemi mentali molto netti, che dà il meglio di se quando davanti alla cinepresa ha un attore solo o meglio uno in carne e ossa affiancato da uno di fantasia. In Cast Away avevamo Tom Hanks e Wilson (il pallone): il tema è quello dell’eroe che sopravvive alla disperazione della solitudine, oltre che alle difficoltà di ritrovarsi su di un’isola deserta, grazie alla propria forza di volontà sorretta da un amico immaginario, Wilson appunto. È grazie a Wilson che il personaggio di Hanks non impazzisce o meglio, tenendolo agganciato a un fittizio rapporto sociale rende le avversità meno dure e capace non solo di sopravvivere ma pure di tentare la fuga dall’isola. In Flight lo schema si ripete solo che Denzel Washington non ha un rapporto con un pallone ma con una bottiglia di vodka e qui non si tratta di scappare da un atollo sperduto nell’oceano ma dalla morsa dell’alcolismo.

Il mito dell’eroe In questo quindi Flight si differenzia in modo netto da Cast Away, visto che il personaggio parallelo al protagonista non ha una caratterizzazione positiva (come Wilson appunto) ma decisamente negativa. La storia è davvero interessante con questo avvio frenetico e adrenalinico per poi assestarsi a ritmi più lenti ma non meno drammatici…non è un one man show come in Cast Away ma vi assicuriamo che Denzel Washington offre una performance superba da dieci e lode. Interessante poi la critica che il regista rivolge alla società americana (ma soprattutto ai media d’informazione) sempre alla ricerca di «persone eccezionali» da innalzare sui piedistalli dorati della tv quel tanto che basta per galvanizzare un popolo che ha nel mito dell’eroe la sua sola ragione di esistere e che sa essere spietato quando il mito viene infangato dalla banalità dell’uomo qualunque, dalle sue fragilità e dipendenze.

Un uomo, non un superuomo Così il vero calvario di Whip Whitaker (il personaggio di Washington) comincia paradossalmente quando diventa «eroe», perché non è il personaggio puro di cui l’America ha bisogno, anzi è forse l’icona del suo tradimento più smaccato perché come può un uomo sbronzo salvare da un disastro aereo 102 persone su 108? Può perché è un uomo appunto, mentre quello che si aspetta l’americano medio è l’intervento di Superman…peccato esista solo nei fumetti. Insomma vale la pena spendere dei soldi per questo film? Secondo noi sì: è una storia ben recitata, dura, angosciante, capace di portarci dentro ai demoni del protagonista che è un uomo come tanti e che dovrà lottare contro se stesso e l’alcol per avere una via d’uscita alla quale aggrapparsi come Tom Hanks fece alla zattera di Cast Away.

Un film di Robert Zemeckis. Con Denzel Washington, Don Cheadle, Kelly Reilly, John Goodman, Bruce Greenwood. Drammatico, durata 138 min. USA 2012. Universal Pictures.

Trama: Il comandante Whip Whitaker, esperto pilota di linea, a seguito di un incidente aereo riesce a fare un atterraggio di fortuna e a salvare quasi ogni anima a bordo. Whip viene acclamato come un eroe, ma più cose si vengono a sapere, più le domande superano in quantità le risposte: chi o che cosa ha sbagliato e cosa è successo veramente su quell’aereo?

Perugia
Gherlinda: 16.05 19.05 22.05
Uci Cinemas Perugia: 17.00 19.50 22.40

Foligno
Multisala Clarici: 17.30 20.00 22.30

Terni
Cityplex Politeama Lucioli: 17.00 20.10 22.35
The Space: 15.35 16.35 18.30 19.30 21.25 22.35

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.