di Ca. For.

Donovan Dzavoronok volta pagina. Dopo aver concluso da protagonista l’ultimo dei dieci anni trascorsi in Italia con la maglia della Sir Safety Perugia. Da giocatore in grado di riuscire ad essere utile alla causa dalle retrovie. O meglio, dalla panchina.

Da giocatore tornato ad essere un fattore dopo un infortunio al ginocchio subito a Verona che ne aveva pregiudicato la stagione precedente. Il momento più alto a livello personale in maglia bianconera, l’ottimo impatto dai nove metri avuto nel secondo set in finale di Supercoppa italiana contro Verona. Da mettere nel personale album dei ricordi anche ma non solo i nove punti messi a referto al PalaBarton Energy contro Milano in regular season.

Gratitudine È la gratitudine il primo sentimento che sente di voler esprimere lo schiacciatore prossimo ad una nuova avventura. «Quest’anno ha rappresentato l’anno del “ritorno”, del pieno recupero, della ripresa al cento per cento. Se penso all’anno scorso, al fatto che non sapevo se mai sarei riuscito a tornare a giocare, e poi penso a dove siamo arrivati con Perugia, è incredibile. Da non crederci. Abbiamo fatto un gran lavoro con il nostro fisioterapista Giulio Leonardi e con il nostro preparatore atletico Sebastian Carotti. Li ringrazio tantissimo, perché hanno dato il cuore per me ed è una cosa che apprezzo molto». Come “Dzavo” ha apprezzato quanto compiuto in stagione con la Sir a livello di risultati. «Vincere tutto quello che abbiamo vinto mi ha regalato delle bellissime emozioni. Aver fatto parte di una società del genere è una gioia immensa».

Gruppo Nel salutare Perugia, Dzavoronok evidenza quello che è riconosciuto da tutti come un tratto distintivo, consolidato e un grande punto di forza del club: il gruppo.  «Il rapporto nello spogliatoio è stato molto positivo, penso che il nostro gruppo sia stato una delle cose fondamentali che ci è servito per vincere tutto quello che abbiamo potuto vincere quest’anno. Valuto molto positivamente la mia esperienza a Perugia, perché abbiamo vinto quattro trofei su cinque. È stata una grande esperienza anche aver avuto la possibilità di allenarmi e di giocare con questi grandi campioni. Ho imparato davvero tanto e di questo, sono grato». 

E si torna ancora lì. Al concetto di gratitudine. Ma per Dzavoronok è ora arrivato il momento di voltare pagina.

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.