Una situazione difficile della sanità territoriale, alle prese con una carenza di medici che mette seriamente a rischio i servizi essenziali. Così l’Asl chiama a radunata i medici in pensione, neolaureati e iscritti agli ultimi due anni delle scuole di specializzazione. Un’emergenza che, nero su bianco, viene messa in una delibera del 5 gennaio, in ancora pieno clima vacanziero, dove si sottolinea la «necessità indifferibile di garantire le attività sanitarie e assistenziali dell’Azienda Usl Umbria 1, che devono essere assicurate senza soluzioni di continuità».

Le motivazioni sono presto spiegate: «si evidenzia la carenza di personale medico che grava pesantemente sulle strutture dell’azienda e l’impossibilità in tempi brevi di reperire i professionisti attraverso le procedure tradizionali». E ancora, aggiungendo nell’atto firmato il 4 gennaio che «la nota carenza di personale medico in considerazione del fatto che l’esperienza pregressa ha evidenziato il rapido esaurirsi delle graduatorie di concorso e di avviso pubblico senza riuscire a soddisfare le esigenze delle diverse strutture in contesto».

Figure per cui sono pronti contratti a tempo determinato, con rapporti semestrali di lavoro autonomo che termineranno entro il prossimo 31 dicembre e che potranno essere impiegati in tutte le strutture sanitarie pubbliche. A cominciare da dove le carenze sono più drammatiche e dove i disagi nei confronti di chi ha bisogno di assistenza e cure si fanno sentire. Ovvero dagli ambulatori e dall’urgenza-emergenza degli ospedali territoriali.

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.